La parola agli uighuri


Pechino non ha più dubbi: il Movimento islamico del Turkestan orientale (ETIM) viene considerato l'organizzazione che avrebbe previsto e messo in opera l'attacco terroristico nel cuore di Pechino, lunedì scorso. Di seguito le parole di Alim Seytoff, uno dei portavoce del Congresso Uighuro in esilio.

Pechino non ha più dubbi: il Movimento islamico del Turkestan orientale (ETIM) viene considerato l’organizzazione che avrebbe previsto e messo in opera l’attacco terroristico nel cuore di Pechino, lunedì scorso. Di seguito le parole di Alim Seytoff, uno dei portavoce del Congresso Uighuro in esilio.

 

Pechino ha deciso: «l’incidente terroristico violento a Pechino è un atto ben organizzato e pianificato…E’ stato orchestrato dall’organizzazione terroristica Movimento islamico del Turkestan orientale che è radicata nelle regioni centrali e occidentali dell’Asia», ha detto il direttore degli affari politici e legali della Cina Meng Jianzhu. Pechino ribadisce quindi il proprio sforzo contro il pericolo terroristico, mentre a livello internazionale viene fatto notare che l’Etim è stata da tempo tolta dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

Cosa pensano gli uighuri di questa nuova e pesante accusa?

Nei giorni successivi all’incidente di Tiananmen, ho raggiunto via mail Alim Seytoff, uno dei portavoce del Congresso Uighuro in esilio; al momento Alim è negli Usa: di seguito alcune domande e le sue risposte, rispetto alla più generale situazione e «guerra a bassa intensità» tra la Cina e la regione autonoma del Xinjiang.

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