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Nagorno Karabakh, prosegue l’asse Russia-Turchia


Nagorno Karabakh: l'asse geopolitico Russia-Turchia si rafforza sempre più. Putin ed Erdogan hanno avuto una telefonata sul cessate-il-fuoco, Siria e Libia

L’asse geopolitico tra Russia e Turchia si rafforza sempre più. Con i due Paesi protagonisti negli scenari caucasico, libico e siriano, la telefonata avvenuta nei giorni scorsi tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan pone le basi per un rapporto ancor più saldo sul fronte commerciale, economico e della gestione del coronavirus, con Mosca e Ankara che “coordineranno gli sforzi per lo sviluppo, la produzione e la gestione dei vaccini”.

Il punto sul Nagorno Karabakh

La recente fine delle ostilità tra le forze dell’Armenia e quelle dell’Azerbaijan sul Nagorno Karabakh, con Erevan sconfitta e obbligata al ritiro, è stata amministrata da russi e turchi che, secondo l’accordo sottoscritto, saranno anche responsabili del monitoraggio del cessate-il-fuoco. La presenza dei militari moscoviti sarà lunga — 5 anni che verranno automaticamente rinnovati salvo richieste contrarie entro i 6 mesi dalla scadenza —, così come si farà sentire anche quella turca.

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