spot_img

Regno Unito post Brexit, un anno dopo


L’instabilità irlandese, la crisi degli approvvigionamenti, la contesa con la Francia per i diritti di pesca e la tragedia dei migranti nella Manica. Johnson e il Regno Unito pensavano a una exit diversa...

L’instabilità irlandese, la crisi degli approvvigionamenti, la contesa con la Francia per i diritti di pesca e la tragedia dei migranti nella Manica. Johnson e il Regno Unito pensavano a una exit diversa…

La vigilia di Natale del 2020 le estenuanti trattative tra i negoziatori europei e britannici sfociarono in un compromesso che già allora sembrava imperfetto ma che andava siglato per evitare un caotico 1° gennaio. L’annuncio del premier Boris Johnson era stato euforico: “Il più grande accordo mai fatto”, “difenderemo i posti di lavoro”, “riprenderemo il nostro destino nelle mani”. Dichiarazioni retoriche utilizzate per esaltare il progetto Brexit voluto fortemente dallo stesso Johnson. A distanza di circa un anno da quel 24 dicembre, il quadro che emerge, però, è ben diverso.

Le tensioni in Irlanda del Nord

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €35

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €15

- Advertisement -spot_img
rivista di geopolitica, geopolitica e notizie dal mondo