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La Russia fa affari negli Emirati con la vendita di armi


Numerosi esponenti del Governo russo, sotto sanzioni dell’Occidente, sono presenti all’International Defence Exhibition di Abu Dhabi: la richiesta di tecnologie russe è aumentata anche grazie all’”esibizionismo” militare in Ucraina

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Numerosi esponenti del Governo russo, sotto sanzioni dell’Occidente, sono presenti all’International Defence Exhibition di Abu Dhabi: la richiesta di tecnologie russe è aumentata anche grazie all’”esibizionismo” militare in Ucraina

La Russia è tra le 65 nazioni presenti all’International Defence Exhibition di Abu Dhabi, l’evento negli Emirati Arabi Uniti che permette l’incontro tra produttori di armi e potenziali acquirenti. La partecipazione della Federazione a IDEX-2023 è significativa, con Kalashnikov e Rosoboronexport intente a sottoscrivere nuovi accordi e mettere in mostra l’armamentario e le tecnologie difensive del Paese. Numerosi esponenti del Governo russo sotto sanzioni da Occidente sono intervenuti all’expo militare, a dimostrazione della diversità di approccio all’invasione dell’Ucraina da parte delle monarchie del Golfo.

Tra questi, il vice Primo Ministro Denis Manturov, il quale ricopre anche il ruolo di Ministro del Commercio e dell’Industria, che ha ricordato come gli Emirati siano i primi tra i Paesi arabi a livello commerciale con la Russia. “Nel 2022, l’interscambio con Abu Dhabi è cresciuto del 68%, toccando i 9 miliardi di dollari”, ha aggiunto il Ministro. Proprio con gli Emirati, la Russia potrebbe avere chance di vendita di armi, visto l’interesse della nazione a diversificare le proprie tecnologie militari. Ma il mercato è ancora saldamente in mano a Stati Uniti e Unione Europea, che nel ventennio 2000-2019 hanno esportato armi per l’80% del totale, il restante proveniente da Mosca.

Tuttavia, secondo i funzionari per i servizi militari e la cooperazione tecnica, esisterebbe una richiesta di tecnologie russe proprio grazie a quanto si è visto in Ucraina con l’invasione della Federazione: “L’operazione militare speciale ha accresciuto l’interesse dei partner stranieri verso le armi russe. Molti di questi hanno segnalato la loro efficacia”, dicono i rappresentanti del Governo moscovita presenti all’evento emiratino.

Parole che certamente possono far storcere il naso ma che rappresentano parte della verità fattuale: la Russia continua a vendere armi anche a Paesi partner del mondo Occidentale (vedi la stessa Turchia e il caso degli S-400), dialogando con Emirati e Arabia Saudita che, a loro volta, si sono rifiutati di sanzionare Mosca per quanto accaduto lo scorso anno e che ancora prosegue. Non a caso, la Federazione è la seconda nazione al mondo per export di armi, preceduta dagli Usa.

Il Dipartimento di Stato ha stigmatizzato la presenza russa all’evento, invitando “a non procedere con acquisti elevati di armamentario russo: gli acquirenti dovrebbero stare dalla parte dell’Ucraina. Le decisioni difensive — dicono da Washington — sono legittime e sovrane, noi abbiamo avvisato i nostri partner e alleati sui profitti generati dalla Russia e sull’influenza maligna che deriva dalla dipendenza dell’acquisto di armi da Mosca”.

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