Con Fabrizio SACCOMANNI avevamo un’intesa automatica, che ci veniva dall’essere entrambi figli della cultura europeista di Renato Ruggiero. Ad ogni incontro, ci bastavano pochi minuti per condividere idee comuni sui principali accadimenti della politica e sugli scenari internazionali.

Abbiamo anche co-gestito con grande armonia momenti delicati della vita del nostro sistema finanziario, com’è stata ad esempio la prima fase della gravissima crisi del decennio 2008-2018, lui nella sua funzione di Direttore Generale della Banca d’Italia, io in quella di Responsabile dei rapporti istituzionali di Unicredit.

Aveva una visione non provinciale del futuro del nostro paese, avendolo analizzato per molti anni dall’estero, avendo ricoperto incarichi prestigiosi e di grande impatto sulla vita di molti paesi, per esempio quando era in EBRD, a Londra.

Da ultimo, aveva accettato la presidenza di Unicredit, nel ruolo di garante degli equilibri italiani in una banca europea, che ora dovrà trovare un altro Presidente. E non sarà facile trovarne uno come lui.

Addio amico mio. È stato bello lavorare con te, uomo saggio, equilibrato, pregiudizialmente europeista. Ci mancherai.