Covid, l’Italia nell’occhio del ciclone della quarta ondata


Grazie alla campagna vaccinale siamo messi meglio che nel resto d'Europa. Ma il problema sono i no vax che ci impediscono di raggiungere l'immunità di gregge

Francesco Anfossi Francesco Anfossi
Caporedattore di Famiglia Cristiana e responsabile web per lo stesso settimanale.

Grazie alla campagna vaccinale siamo messi meglio che nel resto d’Europa. Ma il problema sono i no vax che ci impediscono di raggiungere l’immunità di gregge

L’incubo Covid è ancora tra noi. L’Europa, infatti, è nel pieno della quarta ondata. Nei Balcani e in Russia (che registra 1400 morti al giorno) è una strage. Nel Regno Unito è un disastro, anche se Boris Johnson si ostina a non prendere provvedimenti sulle misure di sicurezza, come le mascherine e i distanziamenti, affidandosi solo alla terza dose.

Quanto all’Italia, è come se fosse nell’occhio del ciclone, dove notoriamente regna la calma. Sul fronte della lotta al virus, infatti, siamo messi decisamente meglio. Se si osserva il grafico dei contagi nel nostro Paese, si vede che tra luglio e ottobre rileva un piccolo rilievo. Poi, però, a metà di ottobre, la curva ha preso gradualmente a risalire e rischia di diventare quella che gli scienziati battezzano col nome di “ondata”. Onda o cavallone? Dipende da noi. Grazie ai vaccinati (siamo all’83% della popolazione che ha effettuato la doppia dose, come ha spiegato il generale Francesco Figliuolo, commissario della campagna per le immunizzazioni) possiamo guardare alla situazione con moderato ottimismo.

La variante Delta

Come ormai sappiamo, l’inverno favorisce l’infezione. Il virus SARS-CoV-2 infatti si trasmette prevalentemente in ambienti chiusi e le basse temperature ci portano ad abbandonare piazze, spiagge e parchi per rintanarci in uffici, scuole, ristoranti e palestre. In aggiunta, l’autunno del 2021 vede circolare una variante, la Delta, ad altissima trasmissibilità (il 97% in più rispetto al virus originario). Dunque, come ripetono ogni giorno virologi del calibro di Alberto Mantovani, Franco Locatelli e Roberto Burioni, non bisogna abbassare la guardia, a cominciare dalle mascherine nei luoghi chiusi.

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