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Argentina, nuovo round sul maxi debito col Fondo monetario internazionale


Buenos Aires ha pagato la prima quota del debito con il Fondo monetario internazionale, il più grande pacchetto di aiuti mai stanziato dall'organismo. Intanto il Presidente Fernández chiede un dibattito al G20

Federico Larsen Federico Larsen
[BUENOS AIRES] Giornalista e docente italo-argentino. Collabora con Limes, El Pais Digital, Il Manifesto e altri. È membro dell’Istituto di relazioni internazionali dell’Università Nazionale di La Plata.

Buenos Aires ha pagato la prima quota del debito con il Fondo monetario internazionale, il più grande pacchetto di aiuti mai stanziato dall’organismo. Intanto il Presidente Fernández chiede un dibattito al G20

Per l’Argentina il debito estero è da decenni una spada di Damocle che pesa sul proprio futuro. Dal ritorno alla democrazia negli anni ’80, la politica estera di Buenos Aires è subordinata agli oneri del proprio indebitamento. Il default del 2002 assieme alla crisi sociale a esso connessa ha lasciato un segno indelebile nella società argentina. Nonostante ciò, il Governo di Mauricio Macri (2015-2019) è di nuovo caduto nella trappola. Dopo aver ottenuto circa 187 miliardi di dollari dai fondi di investimento privati, nel 2018 ha chiesto un ulteriore finanziamento per 57 miliardi di dollari al Fondo monetario internazionale, pari al 12,5% del Pil del Paese, concesso anche grazie all’influenza esercitata dall’amministrazione Trump sul board dell’organismo, che volle dare così il suo contributo al mantenimento di un Governo alleato in chiave anti-bolivariana nel Cono Sud.

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