spot_img

Emmanuel Macron in visita alla Casa Bianca con i suoi cahiers de doléances


Oltre alla questione ucraina, rapporti tesi sulla legge anti-inflazione di Biden, che minaccia la competitività delle aziende europee, e per l'elevato prezzo del gas che gli Usa vendono all'Europa

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Accompagnato da ministri, dirigenti d’industria e astronauti, il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato martedì negli Stati Uniti per incontrare l’omologo Joe Biden: è la sua seconda visita ufficiale nel paese da quando ha assunto l’incarico, nel 2017. I temi di discussione tra Macron e Biden sono tanti, ma quelli prioritari – e molto complicati, nonostante l’alleanza – sono fondamentalmente due. Il primo è l’invasione russa dell’Ucraina: Parigi è favorevole al sostegno di Kiev, ma il suo supporto concreto in termini di armamenti è stato scarso; l’Eliseo, poi, insiste parecchio sulla necessità di un dialogo con il Cremlino.

La spinosa questione dell'Inflation Reduction Act...

Il secondo – nonché più urgente, per la Francia – è l’Inflation Reduction Act: si tratta della grande legge anti-inflazione firmata da Biden ad agosto, i cui sussidi alla manifattura americana sono percepiti come un pericolo dall’Unione europea. Secondo Bruxelles, infatti, gli aiuti offerti dalla Casa Bianca riducono la competitività dell’Europa, peraltro in un momento di crisi dei prezzi dell’energia, e potrebbero incentivare il trasferimento negli Stati Uniti delle aziende europee, causando una crisi industriale nel Vecchio continente. Domenica scorsa il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha detto che la Francia potrebbe chiedere all’amministrazione Biden delle esenzioni da alcune tariffe e restrizioni dell’Inflation Reduction Act. “Ma la vera domanda che dobbiamo porci è: che tipo di globalizzazione ci aspetta?”, ha aggiunto. Secondo Le Maire, “la Cina favorisce la produzione cinese, l’America favorisce la produzione americana; è ora che l’Europa favorisca la produzione europea. Tutti gli stati europei devono capire che oggi, di fronte a queste decisioni americane, dobbiamo imparare a proteggere e difendere meglio i nostri interessi economici”.

Macron pensa che l’Unione europea debba rispondere all’Inflation Reduction Act di Biden con un “Buy European Act”, ossia una legge per sussidiare la produzione europea. “L’Europa”, sostiene il presidente, “non può essere l’unico posto al mondo a non avere un Buy European Act e l’unico posto al mondo in cui si ha ancora un sistema di aiuti di stato che stabilisce regole come se non ci fosse concorrenza esterna”. Un diplomatico francese ha rivelato all’agenzia Reuters che Macron punterà a convincere Biden del fatto che non sia conveniente per gli Stati Uniti indebolire economicamente gli alleati europei in un momento di competizione con la Cina, la grande rivale politica dell’America. “Il messaggio sarà: c’è ovviamente una sfida cinese e noi [francesi, ndr] possiamo aiutare gli altri membri dell’Unione europea a uscire dalla loro ingenuità su questo tema”, ha detto il diplomatico, forse riferendosi alla Germania. “Ma non potete chiederci di aiutarvi con la Cina e mettere un’Inflation Reduction Act su di noi”, ha aggiunto.

Stando a un consigliere presidenziale, Macron cercherà di negoziare con Biden delle esenzioni per le aziende europee simili a quelle concesse alle società canadesi e messicane. L’Inflation Reduction Act, ad esempio, prevede dei crediti d’imposta fino a 7500 dollari solo per i veicoli elettrici assemblati in Nordamerica e contenenti batterie prodotte nella regione; tutti gli altri – ad esempio quelli fabbricati in Europa o in Corea del sud – non potranno accedere ai bonus, perdendone in competitività di prezzo. Tuttavia, almeno finora, l’amministrazione Biden non si è mostrata disponibile a fare concessioni.

...E il caro prezzi sulla vendita del gas statunitense

Durante la sua visita negli Stati Uniti, Macron si recherà anche in Louisiana: nello stato francofono, posizionato sul golfo del Messico, hanno sede molte società esportatrici di gas liquefatto (GNL); la compagnia petrolifera francese TotalEnergies possiede qui un grosso terminale.

Macron si è lamentato dei prezzi alti del gas venduto dagli Stati Uniti all’Europa, e aveva fatto sapere che avrebbe discusso della cosa con Biden. “Gli Stati Uniti producono gas a basso costo ma lo vendono a noi a prezzi elevati. E per di più hanno massicci sussidi in alcuni settori che rendono i nostri progetti non competitivi. Non credo sia una cosa amichevole. Andrò a Washington con spirito di amicizia per chiedere semplicemente condizioni di parità”, disse. Il mese scorso, già il ministro Le Maire aveva dichiarato che “non possiamo accettare che il nostro partner americano ci venda il suo GNL a un prezzo quattro volte superiore a quello a cui lo vende alle proprie aziende”. Non è però il governo americano a vendere il GNL all’Europa, o a qualunque altra regione o paese del mondo, bensì le aziende private. In assenza di contratti di fornitura, inoltre, il prezzo del gas viene determinato dal mercato in cui lo si vende: il governo degli Stati Uniti non ha nessun potere per modificarli.

- Advertisement -spot_img