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M5S senza un gruppo in Europa

Il 2 luglio inizia la nuova legislatura europea. Il Movimento 5 Stelle non ha ancora un gruppo, la Lega è minoranza: l’Italia conterà meno

Il leader 5 Stelle Luigi di Maio. REUTERS/Yara Nardi
Il leader 5 Stelle Luigi di Maio. REUTERS/Yara Nardi

Il prossimo 2 luglio avrà inizio la nuova legislatura europea e il Movimento 5 Stelle non ha ancora trovato un gruppo parlamentare a cui unirsi. Qualora non dovesse riuscire a entrare in una coalizione – i tempi sono stretti e le difficoltà aumenteranno ancora una volta che il Parlamento Europeo avrà avviato i lavori –, il partito finirebbe tra i Non Iscritti, relegato cioè in una posizione non soltanto minoritaria ma addirittura irrilevante. In sostanza, come spiega David Carretta di Radio Radicale, la mancata iscrizione a un gruppo comporterà per il Movimento 5 Stelle “niente cariche, niente rapporti legislativi e di iniziativa, difficoltà a presentare emendamenti in plenaria, meno soldi e funzionari”.

Il problema è innanzitutto del partito, ma in un certo senso anche dell’Italia, che è uscita sconfitta dalle elezioni europee del 26 maggio. Mentre infatti in Europa si è assistito a una notevole crescita dei liberali e dei verdi – cioè delle forze europeiste –, in Italia le elezioni sono state vinte con ampio margine da un partito euroscettico, la Lega di Matteo Salvini. Ma Identità e Democrazia, il gruppo di cui fa parte la Lega – assieme a Rassemblement National di Marine Le Pen, tra gli altri –, sarà il quinto per dimensione dopo i popolari, i socialisti, i liberali e i verdi. Mentre il Movimento 5 Stelle non ha, al momento, affatto un gruppo. I due partiti al Governo di Roma finiranno insomma entrambi nella minoranza del Parlamento di Bruxelles: gli euroscettici, anche unendosi, non sono numericamente in grado di ribaltare i rapporti di forza a loro favore.

Il posto dell’Italia in Europa sarà dunque, al massimo, all’opposizione. Essere esclusa dalla maggioranza parlamentare implica, per l’Italia, essere esclusa anche dalla spartizione delle più importanti cariche istituzionali. Attualmente c’è un italiano ai vertici della Banca centrale europea (Mario Draghi) e del Parlamento Europeo (Antonio Tajani), ed è italiana anche l’Alto rappresentante per gli affari esteri (Federica Mogherini). Nessun nostro connazionale otterrà probabilmente un incarico di questo livello nei prossimi cinque anni, e di conseguenza il peso di Roma a Bruxelles sarà, inevitabilmente, molto inferiore.

@marcodellaguzzo

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