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Verso un'Europa più competitiva?

Finanziamenti pubblici alle imprese e restrizioni al commercio: Francia e Germania vogliono creare dei giganti europei per competere con Cina e Usa

La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen arriva ad assistere alla cerimonia del giuramento del nuovo Ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, nella sala provvisoria della camera bassa tedesca del Bundestag del Parlamento presso la Paul Loebe Haus a Berlino, Germania, luglio 24, 2019. REUTERS/Hannibal Hanschke
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen arriva ad assistere alla cerimonia del giuramento del nuovo Ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, nella sala provvisoria della camera bassa tedesca del Bundestag del Parlamento presso la Paul Loebe Haus a Berlino, Germania, luglio 24, 2019. REUTERS/Hannibal Hanschke

I funzionari della Commissione Europea hanno elencato in un documento programmatico quelle che vorrebbero fossero le priorità della nuova Presidente Ursula von der Leyen, che il 1° novembre succederà a Jean-Claude Juncker. Nel memo si parla di finanziamenti pubblici all’industria, di modificare le regole sulla concorrenza e di introdurre delle restrizioni al commercio. L’obiettivo è difendere l’Unione Europea dalle minacce esterne, in particolare Stati Uniti e Cina, e da quelle interne, ovvero i movimenti populisti ed euroscettici.

Un portavoce della Commissione Europea, riportato da Politico, ha ridotto il documento a una semplice “bozza” a uso interno contenente informazioni non abbastanza “mature” da essere presentate a von der Leyen. In realtà, spiega il quotidiano, le misure sono in linea con gli interessi di Francia e Germania – le due nazioni che “guidano” l’Unione Europea, anche se le loro visioni non sempre coincidono – ed è quindi improbabile che vengano scartate facilmente.

Nel documento si parla di un fondo da 100 miliardi per promuovere la crescita di imprese europee nei settori strategici. Lo scorso febbraio la Commissione aveva impedito, per questione relative alla tutela dei consumatori, la fusione tra Siemens (tedesca) e Alstom (francese). Berlino e Parigi si erano lamentate molto, sostenendo la necessità di riformare il diritto della concorrenza in modo da consentire la creazione di “giganti” europei – nel caso di Siemens-Alstom, il ramo era quello ferroviario – capaci di competere a livello internazionale con le aziende cinesi.

Questo approccio maggiormente protezionista – anche per quanto riguarda il commercio – potrebbe incontrare però l’opposizione dei Paesi nordici e del Benelux, molto favorevoli al libero scambio, alla concorrenza e all’apertura economica. 

@marcodellaguzzo

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