In Italia l’economia cresce ma la giustizia preoccupa


Questa settimana l’esecutivo Ue ha pubblicato le previsioni economiche dell’estate: +5% per il Pil tricolore. Sui tempi dei processi, però, Roma è maglia nera in Europa

Gabriele Rosana Gabriele Rosana
[BRUXELLES] Giornalista, è capo della redazione Affarinternazionali.it, la rivista dello IAI. Collabora con D e Dlui di La Repubblica, Linkiesta, Il Messaggero e Aspenia.

Questa settimana l’esecutivo Ue ha pubblicato le previsioni economiche dell’estate: +5% per il Pil tricolore. Sui tempi dei processi, però, Roma è maglia nera in Europa

Settimana di promozioni inattese e bocciature annunciate per l’Italia a Bruxelles. Pagelle che consentono di celebrare ma non troppo, e che confermano un assunto di fondo nella capitale Ue: con i suoi 191,5 miliardi di euro – la massima dotazione fra tutti gli Stati membri dell’Ue -, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia è il viatico per innescare e sostenere un cambio di passo del sistema Paese.

Cominciamo dalle buone notizie. L’Italia fa meglio della media europea, secondo le previsioni macroeconomiche d’estate che il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha presentato mercoledì 7 luglio: “La più alta revisione che abbiamo fatto in più di 10 anni”. I tecnici di palazzo Berlaymont rivedono al rialzo (+0,8%) le stime di crescita del Pil italiano per il 2021 rispetto a maggio, portandolo al 5%, poco sopra la media Ue e della zona euro (4,8%). Un pronostico che conferma le previsioni delle scorse settimane di Bankitalia e del Mef guidato da Daniele Franco, ma anche le preoccupazioni per un valore “gonfiato” dalle contingenze economiche e non in grado di mantenersi costante nel medio termine.

Sull’impennata si fanno sentire l’effetto dello sprint della campagna vaccinale, che nell’Ue sta per sfiorare il target 70% della popolazione adulta con una prima dose entro luglio, ma anche delle timide stime al ribasso effettuate a inizio anno. Il rischio che si tratti di un rimbalzo dettato dalle riaperture e dalla ripresa delle attività economiche è, però, dietro l’angolo, anche perché, se si guarda ai valori del 2022, Roma torna a calare, attestandosi al 4,2%, di nuovo sotto il livello medio del blocco.

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