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Ancora scontro Madrid-Barcellona

Dopo la condanna al carcere per numerosi leader separatisti sul referendum del 2017, proteste e numerosi feriti nelle manifestazioni dei giorni scorsi

Manifestanti separatisti marciano durante una protesta dopo un verdetto in un processo contro il referendum sull'indipendenza bandito a Barcellona, ​​Spagna, 15 ottobre 2019. REUTERS/Rafael Marchante
Manifestanti separatisti marciano durante una protesta dopo un verdetto in un processo contro il referendum sull'indipendenza bandito a Barcellona, ​​Spagna, 15 ottobre 2019. REUTERS/Rafael Marchante

La condanna inflitta agli esponenti separatisti e organizzatori del referendum sull’indipendenza della Catalogna del 2017 ha avuto come immediata conseguenza la protesta di migliaia di persone, riversatesi per le strade di Barcellona e altre città della regione, contro la sentenza della Corte Suprema di Madrid. Nel giro di pochi giorni sono state arrestate 51 persone scontratesi con la polizia, con 125 manifestanti rimasti feriti. Tra le forze dell’ordine, 75 agenti hanno avuto bisogno di cure mediche.

I giudici della Corte hanno condannato l’ex Vice Presidente Oriol Junqueras a 13 anni, gli ex Ministri Raul Romeva, Jordi Turull e Dolors Bassa a 12 anni, Josep Rull e Joaquim Forn a 10 anni e mezzo. La Corte Suprema ha esteso le pene anche all’ex Presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, condannato a 11 anni e mezzo di reclusione e al leader dell’Assemblea Nazionale Catalana, Jordi Sànchez. L’accusa per gli esponenti è di sedizione, appropriazione indebita e attacco all’ordine pubblico.

Il Governo di Pedro Sánchez ha avviato colloqui con le opposizioni, dichiarando che “non si scarta nessuno scenario”. Sugli scontri, l’Esecutivo si è espresso definendo “proporzionata” la reazione delle forze dell’ordine, affermando che “una minoranza sta cercando di imporre la violenza nelle strade delle città catalane”. Il Governo regionale ha condannato gli scontri, ricordando che il movimento separatista è pacifico.

La Spagna istituzionale cerca di far quadrato sulla questione catalana, destinata a far discutere a lungo. Ancora di più all’indomani delle sentenze sui leader separatisti e la nuova richiesta di arresto internazionale per Carles Puidgemont, l’ex Presidente della Catalogna. In esilio in Belgio, Puidgemont è partito nel 2017 alla volta del Paese, che ha già rigettato due mandati d’arresto internazionale. Da Bruxelles fanno sapere che potrebbero passare due settimane prima di una decisione sulla nuova richiesta.

@melonimatteo

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