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Il Ministro degli Esteri tedesco in Iran per salvare l’accordo sul nucleare

Heiko Maas incontra Javad Zarif: difficile trovare una via d’uscita

Il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas durante una conferenza stampa. 30 aprile 2019. REUTERS/Adriano Machado
Il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas durante una conferenza stampa. 30 aprile 2019. REUTERS/Adriano Machado

In un clima di forte tensione, il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha incontrato ieri a Teheran la sua controparte Javad Zarif, tra i fautori dello storico accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015. Le forti pressioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul Governo iraniano hanno causato una crisi che non sembra avere una via d’uscita, mettendo a rischio anni di lavoro della diplomazia e ponendo l’Unione Europea in una posizione di svantaggio.

Nella conferenza stampa congiunta con Zarif, Maas ha dichiarato che la Germania e l’Unione Europea hanno cercato in tutti i modi di rispettare i loro impegni verso il JCPoA, ma ha anche ammesso che aiutare l’Iran economicamente “senza gli americani” è estremamente difficile. Lo sviluppo di Instex, strumento che avrebbe dovuto bypassare le sanzioni di Washington, non è ancora operativo. Lanciato a gennaio, il programma non è stato ancora implementato, oltre ad aver subito numerose critiche dall’establishment iraniano. Maas ha affermato che “la situazione nella regione è altamente esplosiva ed estremamente grave. Un pericoloso aumento delle tensioni esistenti può portare a una escalation militare”.

Zarif, dal canto suo, ha spiegato che la fine della guerra commerciale degli Stati Uniti contro l’Iran porterebbe alla riduzione delle tensioni, sottolineando che l’abbandono di Washington del JCPoA ha come obiettivo quello di colpire il popolo iraniano. Sulle sanzioni statunitensi, il Ministro degli Esteri ha parlato di “terrorismo economico che colpisce i cittadini, perché nonostante l’esenzione per cibo e medicine, le transazioni finanziarie per poter pagare i beni sono impossibili”. E ha aggiunto: “L’Iran si impegna non solo a rispettare l’accordo ma anche ad implementarlo”.

Nonostante le molteplici dichiarazioni da Bruxelles sul proprio impegno al rispetto dell’accordo, l’Iran sembra orientarsi verso l’arricchimento dell’uranio in risposta alle sanzioni economiche statunitensi. La conferma arriva da Yukiya Amano, Direttore dell’Agenzia per il Nucleare delle Nazioni Unite che, in una rara dichiarazione meno prudente del solito, ha detto che “la produzione è in crescita”. L’arricchimento di uranio è ancora sotto i livelli massimi previsti dall’accordo del 2015: per ora non è dato sapere quando e se la soglia verrà superata. Amano si è detto preoccupato per le crescenti tensioni. “Spero che attraverso il dialogo si possa trovare un modo per ridurre le tensioni”, ha aggiunto il Direttore dell’Aiea.

@melonimatteo

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