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176 morti, di chi è la colpa?

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L’aereo caduto in Iran è stato abbattuto per errore da un missile. L’incidente è collegato all’uccisione di Suleimani, ma non può essere solo colpa di Teheran

Il Primo Ministro canadese Justin Trudeau partecipa a una conferenza stampa sul volo PS752 da Teheran a Kiev che si è schiantato poco dopo il decollo, a Ottawa, Ontario, Canada, 8 gennaio 2020. REUTERS/Blair Gable
Il Primo Ministro canadese Justin Trudeau partecipa a una conferenza stampa sul volo PS752 da Teheran a Kiev che si è schiantato poco dopo il decollo, a Ottawa, Ontario, Canada, 8 gennaio 2020. REUTERS/Blair Gable

Il Primo Ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato mercoledì sera (ora italiana) che l’aereo precipitato in Iran l’8 gennaio scorso sarebbe stato abbattuto da un missile terra-aria iraniano, probabilmente per errore. L’aereo era un Boeing 737-800 della compagnia Ukraine International Airlines, volo 752: tutti i 176 passeggeri a bordo sono morti nello schianto.

Trudeau ha motivato la sua affermazione basandosi sulle prove raccolte sia dall’intelligence canadese che da quella di Paesi alleati, come gli Stati Uniti. L’Iran ha negato questa ricostruzione, sostenendo che l’aereo sia precipitato a causa di un guasto ai motori. Il New York Times, tuttavia, ha ottenuto e autenticato un video che mostrava un missile colpire l’aereo e causare un’esplosione. Trudeau ha aggiunto che il presunto abbattimento dell’aereo da parte di Teheran “potrebbe essere stato involontario”.

Il Canada è coinvolto nella tragedia perché 63 vittime erano cittadini canadesi. La vicenda riguarda direttamente anche l’Ucraina (l’aereo apparteneva ad una compagnia privata ucraina) ma anche gli Stati Uniti, per due ragioni: la prima è che l’aereo in questione era stato costruito dalla società americana Boeing; la seconda è che l’incidente è legato all’uccisione del generale iraniano Qassem Suleimani.

Il missile che avrebbe causato l’esplosione del volo 752 sarebbe infatti partito dal sistema di difesa aerea iraniano, il Tor, a distanza di qualche ora dall’attacco missilistico ordinato da Teheran contro due basi irachene che ospitavano soldati americani. L’attacco, che non ha causato vittime, era una ritorsione per l’omicidio di Suleimani. L’Iran ha schierato il suo sistema di difesa perché si aspettava una risposta da parte degli Stati Uniti; gli analisti si chiedono però per quale motivo non abbia chiuso il proprio spazio aereo subito dopo l’offensiva.

Ieri l’Iran ha negato di aver colpito l’aereo con un missile e chiesto agli Stati Uniti e al Canada di esibire delle prove. Sempre Teheran ha fatto sapere che l’indagine potrebbe richiedere un anno e ha invitato Washington a prendervi parte, come prevedono le norme internazionali (l’aereo è stato progettato e costruito negli Stati Uniti). Anche il Canada ha nominato un esperto per investigare sul caso.

@marcodellaguzzo

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