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La morte di Mohamed Morsi scuote l’Islam politico

Il primo Presidente eletto democraticamente nell’Egitto moderno venne deposto nel 2013 da un colpo di Stato di al-Sisi

Una donna tiene un poster di Mohamed Morsi durante una dimostrazione filoislamista nel cortile della moschea Fatih a Istanbul, 27 luglio 2013. REUTERS/Murad Sezer
Una donna tiene un poster di Mohamed Morsi durante una dimostrazione filoislamista nel cortile della moschea Fatih a Istanbul, 27 luglio 2013. REUTERS/Murad Sezer

La morte di Mohamed Morsi mette in allarme l’Egitto, dove le autorità hanno decretato lo stato d’emergenza massimo, e porta la comunità internazionale a interrogarsi sulle reali cause della sua morte. L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto l’apertura di un’investigazione indipendente sul trattamento dell’ex Presidente durante i 6 anni di carcere che, secondo le dichiarazioni dello stesso Morsi, sono trascorsi senza la possibilità di incontrare i suoi legali né di avere accesso ai medicinali.

Il leader dei Fratelli Musulmani, che ha governato l’Egitto per un solo anno, lascia l’Islam politico senza una guida. Molti dei suoi sostenitori hanno abbandonato il Paese per via delle persecuzioni del regime militare insediatosi dopo il golpe, rifugiandosi nella Turchia di Recep Tayyp Erdogan. Il Presidente turco, apprendendo della sua morte, ha definito Morsi “un martire”. Proprio le preoccupazioni di manifestazioni di piazza hanno portato il Governo egiziano alla decisione del seppellimento dell’ex Presidente in tutta fretta, con la famiglia che ha accusato le autorità di aver negato i funerali pubblici. Il corpo di Morsi è stato tumulato nel cimitero di Nasr City, la città dove nel 2013 Mohamed Badie, ottava Guida Generale della Fratellanza Musulmana in Egitto, venne arrestato in seguito alle sue dichiarazioni contro l’allora generale Abdel Fattah al-Sisi, poi divenuto Presidente.

La fine di Morsi ha segnato il totale fallimento delle cosiddette Primavere Arabe. Dopo la deposizione e l’arresto di Hosni Mubarak (oggi scarcerato, prima in libertà vigilata a Sharm el-Sheikh e ora libero) l’Egitto ha vissuto una fase di instabilità, culminata con l’elezione del Governo dei Fratelli Musulmani. L’esecutivo di Mohamed Morsi non ha saputo rispondere alle immediate esigenze della popolazione, con l’ex Presidente accusato di aver tradito la classe operaia e di aver introdotto al potere principalmente i membri della Fratellanza. I Fratelli Musulmani, nel corso del loro anno di Governo, non sono stati capaci di amalgamare le varie forze della società — comprese quelle non islamiste — nel progetto di riforma costituzionale, in un Paese crocevia di straordinari interessi geopolitici.

Il Presidente al-Sisi ha recentemente sottoposto alla popolazione egiziana un referendum confermativo delle modifiche alla Costituzione approvate dal Parlamento. Grazie all’89% di consensi ricevuti nel mese di aprile, al-Sisi potrebbe ora governare indisturbato fino al 2030.  Abdel Fattah al-Sisi, Generale che non ha mai partecipato a una guerra, fa parte della nomenclatura militare arrivata al potere dopo la deposizione del vecchio apparato fedele a Mubarak nella fase politica concitata tra l’ex rais e l’elezione di Mohamed Morsi.

@melonimatteo

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