Il viaggio storico di Papa Francesco

Jorge Mario Bergoglio è partito domenica per una visita di tre giorni negli Emirati Arabi. Un viaggio storico!

Papa Francesco, capo della Chiesa cattolica, stringe la mano allo sceicco Ahmed Mohamed el-Tayeb, l'imam egiziano della moschea al-Azhar, al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, 3 febbraio 2019. WAM/Handout tramite REUTERS
Papa Francesco, capo della Chiesa cattolica, stringe la mano allo sceicco Ahmed Mohamed el-Tayeb, l'imam egiziano della moschea al-Azhar, al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, 3 febbraio 2019. WAM/Handout tramite REUTERS

Mai un Pontefice, prima d’ora, aveva messo piede nel Golfo Persico. 

Oggi interverrà all'incontro interreligioso sulla Fratellanza umana, insieme ad altri 700 leader di varie religioni, alla presenza del grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Domani invece incontrerà la comunità cattolica locale: negli Emirati i cristiani sono un circa milione e mezzo, molti immigrati dalle Filippine e dall’India.

Per la visita del Papa, il principe Mohammed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan ha messo a disposizione lo Zayed Sports City Stadium di Abu Dhabi, dove Francesco celebrerà una messa all’aperto, la prima nella penisola arabica, dove sono attesi 45 mila fedeli, provenienti anche dai Paesi vicini, soprattutto Oman e Yemen che costituiscono il territorio del Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale.

Quella negli Emirati è la nuova tappa di un tour che ha già portato Francesco in terra musulmana, prima in Bangladesh e poi in Egitto, mentre a marzo è atteso in Marocco.

Bergoglio, che già all’indomani della sua elezione aveva dichiarato la propria volontà di intensificare il dialogo con l’Islam, ha detto prima della partenza: «Il Medio Oriente deve diventare terra di pace, non può continuare a essere terreno di scontro. La guerra, figlia del potere e della miseria, ceda il posto alla pace, figlia del diritto e della giustizia».

Quali saranno le conseguenze di questa visita? Mentre i leader del mondo occidentale sembrano aver smarrito qualsiasi capacità di dialogo, prigionieri di sovranismi senza prospettive, ne resta uno che continua a provarci, coerentemente e saggiamente.

@GiuScognamiglio

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