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Pasdaran terroristi

Per Washington, le Guardie della rivoluzione iraniana sono un gruppo terroristico. Continua la linea dura di Trump contro Teheran

Membri della Guardia rivoluzionaria iraniana marciano durante una parata per commemorare l'anniversario della guerra Iran-Iraq (1980-88), Teheran, 22 settembre 2011. REUTERS/ Stringer
Membri della Guardia rivoluzionaria iraniana marciano durante una parata per commemorare l'anniversario della guerra Iran-Iraq (1980-88), Teheran, 22 settembre 2011. REUTERS/ Stringer

Gli Stati Uniti starebbero per classificare le Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran, anche dette pasdaran, come organizzazione terroristica internazionale. La notizia è stata data dal Wall Street Journal e da Reuters: le fonti, in entrambi i casi, sono degli anonimi funzionari dell’amministrazione di Donald Trump. Il dipartimento di Stato americano e la Casa Bianca si sono rifiutati di commentare lo scoop, mentre Teheran ha annunciato ritorsioni.

I pasdaran sono un corpo militare formato in Iran nel 1979 e destinato alla protezione della rivoluzione che abbatté il regime monarchico – l’ultimo scià fu Reza Pahlavi – e instaurò al suo posto una repubblica islamica di fede sciita. Le Guardie della rivoluzione erano nate come alternativa all’esercito tradizionale, ma nel corso degli anni hanno accumulato un enorme potere politico ed economico.

La mossa dell’amministrazione Trump, qualora si facesse concreta, costituirebbe un precedente per gli Stati Uniti: Washington utilizzerebbe cioè per la prima volta lo status di organizzazione terroristica per classificare un ramo delle forze armate di un Paese straniero. Gli Stati Uniti comunque accusano già da anni l’Iran – e una parte dei pasdaran stessi: la Forza Quds – di essere il maggiore sponsor del terrorismo mondiale.

La decisione dell’amministrazione Trump, comunque, si inserisce nella strategia di forte pressione contro Teheran, che considera ostile agli Stati Uniti. Il primo atto è stato il ritiro dall’accordo sul nucleare. Poi sono seguite le sanzioni – cruciali quelle sul petrolio –, con l’obiettivo di isolare commercialmente l’Iran e provocare la caduta del regime di Hassan Rouhani, oppure di costringerlo ad accettare le condizioni americane.

@marcodellaguzz

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