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Trump sanziona Khamenei

Con le nuove misure adottate dagli Stati Uniti, la Guida Suprema e altri membri d’alto rango non avranno accesso ad asset finanziari. Intanto Pompeo è in missione nel Golfo...

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump firma un ordine esecutivo che impone nuove sanzioni nell'Ufficio ovale della Casa Bianca, Washington, Stati Uniti, 24 giugno 2019. REUTERS/Carlos Barria
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump firma un ordine esecutivo che impone nuove sanzioni nell'Ufficio ovale della Casa Bianca, Washington, Stati Uniti, 24 giugno 2019. REUTERS/Carlos Barria

Le nuove sanzioni approvate dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump colpiscono direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei, il Ministro degli Esteri Javad Zarif, il membro dell’esercito Alireza Tangsiri e altri funzionari d’alto rango dell’establishment iraniano, segnando l’ennesimo punto più basso nelle relazioni tra Washington e Teheran. Stavolta le misure adottate impongono il congelamento dei fondi in dollari ai quali ha accesso direttamente l’Ayatollah, impedendogli di poter usufruire degli strumenti finanziari. Durante la conferenza stampa alla quale hanno partecipato Trump e Steven Mnuchin, Segretario al Tesoro, è stato chiarito che alcune delle sanzioni annunciate nella giornata di lunedì erano già operative, mentre altre sono in fase di attuazione.

Le misure vanno a impattare direttamente sugli esponenti della Repubblica Iraniana: secondo Trump, sono loro i veri responsabili della “condotta ostile del regime”. L’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che le sanzioni arrivano a prescindere dall’abbattimento del drone statunitense avvenuto la scorsa settimana.

Il vice Ministro degli Esteri russo ha condannato le nuove sanzioni statunitensi sull’Iran, specificando che per Mosca tali iniziative sono illegali. Per Sergei Ryabkov le misure volute da Donald Trump rischiano di aggravare ulteriormente la situazione non solo tra i due Paesi ma nell’intera regione mediorientale. “L’unilateralismo degli Stati Uniti ha rimpiazzato il diritto internazionale e i meccanismi istituzionali per la risoluzione dei conflitti”, ha detto Ryabkov.

Seyed Abbas Mousavi, portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, ha stigmatizzato la decisione di Washington, sottolineando che agli Stati Uniti non rimangono altre sanzioni da adottare contro l’Iran, misure che secondo il funzionario iraniano sono finalizzate a influenzare l’opinione pubblica contro il Paese. Per Mousavi, le sanzioni non stanno dando i frutti che Washington si aspettava perché se fossero state efficaci avrebbero avuto conseguenze già da tempo.

Mike Pompeo, Segretario di Stato del Governo Trump, ha incontrato ieri a Riyad Re Salman e a Dubai il Principe Mohammed, con i quali si è discusso della protezione delle navi che operano nel Golfo. Dopo l’attacco alle petroliere al largo dell’Oman — con ancora l’Iran accusato dell’assalto alle imbarcazioni — per Pompeo e i due alleati è diventata “di primaria importanza la libertà di navigazione”. Il Segretario di Stato ha così esposto il piano ribattezzato Sentinel, un programma per la “deterrenza proattiva” che vedrebbe le navi supportate da un sistema di controllo al quale un gruppo di nazioni provvederebbe al suo funzionamento. In attesa di capire quali Paesi aderiranno all’iniziativa, il progetto vedrebbe l’impiego di telecamere, binocoli e navi degli Stati Uniti impegnati nelle acque del Golfo per tutelare il passaggio delle imbarcazioni.

@melonimatteo

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