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Il Papa tra i Samurai

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Il viaggio in Giappone ricco di ricordi personali per Bergoglio, che ancora una volta sottolinea: no ad armi nucleari e a pena capitale

Papa Francesco saluta i fedeli prima di tenere la messa alla Tokyo Dome, Tokyo, Giappone, 25 novembre 2019. REUTERS/Kim Hong-Ji
Papa Francesco saluta i fedeli prima di tenere la messa alla Tokyo Dome, Tokyo, Giappone, 25 novembre 2019. REUTERS/Kim Hong-Ji

Il disarmo nucleare è stato fil rouge del viaggio di Papa Francesco in Giappone, dove ha incontrato le massime autorità del lontano Paese asiatico e raccontato emozioni e aneddoti personali sul bombardamento di Hiroshima e Nagasaki. Al Memoriale della Pace, luogo simbolo della prima città colpita con i devastanti ordigni statunitensi nel 1945, Jose Mario Bergoglio ha ricordato “l’abisso di silenzio” che “ancora oggi si continua ad ascoltare”. “Con convinzione” — ha affermato il Papa, nel passaggio più forte del suo discorso — “desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune. L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche.”

Quello del Papa in Giappone è stato un viaggio ricco di ricordi personali e importanti prese di posizione che hanno messo in luce, ancora una volta, alcuni dei pilastri del pontificato del primo sudamericano sul Soglio di Pietro: l’importanza del creato e la dignità dell’essere umano. Bergoglio ha menzionato la storia di Iwao Hakamada, uomo di 83 anni, di cui 46 spesi nel braccio della morte, battezzato in carcere e poi rimesso in libertà. Per gli analisti, un messaggio verso le autorità del Giappone, Paese che non ha ancora abolito la pena capitale.

Nel corso dell’incontro con l’Imperatore Naruhito — il quale ha un collegamento diretto col mondo ecclesiastico, dato che sua madre, l’Imperatrice Michiko, proviene da una famiglia cattolica e studiò in istituti della Santa Romana Chiesa —, Francesco ha rievocato il momento in cui nella sua casa arrivò la notizia del bombardamento e vide i genitori piangere per quella che si rivelò poi essere una carneficina di civili che, tra Hiroshima e Nagasaki, uccise tra le 100 e le 200mila persone. Con l’Imperatore il Papa ha avuto un colloquio di circa mezz’ora, particolarmente cordiale tanto che Naruhito ha accompagnato il Capo della Chiesa Romana fino al porticato esterno della sua residenza: generalmente il sovrano giapponese rimane all’interno del palazzo, mentre stavolta ha aspettato la partenza dell’auto papale.

@melonimatteo

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