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Accecati dall’Afghanistan…


Libano, Giordania, Maghreb, Sahel: gli scenari allarmanti rimasti in ombra e che non sono stati raccontati dai media globalizzati concentrati sulla vicenda afghana

Gli Stati Uniti e la Nato hanno lasciato l’Afghanistan: un esodo che se da un lato ha rispettato gli impegni che le ultime amministrazioni americane avevano assunto con gli accordi di Doha, dall’altro ha gettato nello sconcerto tutta quella parte del mondo che sino a ieri avrebbe giurato sulla totale affidabilità degli Stati Uniti come garanti della sua sicurezza. Per di più l’assoluta inconsistenza del Governo che l’Alleanza Atlantica e gli Usa avevano lasciato alla guida del Paese asiatico ha finito col produrre un effetto di accelerazione dell’esodo tale da trasformare progressivamente l’ordine in caos, generando scene − come quella della caduta di alcuni afghani dagli aerei in volo − destinate a rimanere impresse nella memoria collettiva di tutto il mondo e a venire permanentemente  associate alle riprese  di coloro che saltavano nel vuoto dalle Torri Gemelle in fiamme. O, se vogliamo andare più indietro nel tempo, alle foto dei vietnamiti del sud disperatamente attaccati ai pattini dell’ultimo elicottero Usa che si sollevava dal tetto dell’Ambasciata degli Stati Uniti mentre Saigon era abbandonata.

Non c’è da meravigliarsi che di fronte ad avvenimenti del genere l’attenzione dei mass media di tutto il mondo sia rimasta concentrata per settimane pressoché esclusivamente sull’Afghanistan, seguendo una curva che è stata all’inizio in rapidissimo crescendo, ha raggiunto rapidamente un picco ed è poi tornata a discendere con una rapidità che è risultata però molto più ridotta di quella che aveva caratterizzato la salita iniziale. In sintesi l’Afghanistan ha così finito col fruire per alcune settimane di tutta la luce mediatica che viene di norma destinata alla scena internazionale.

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