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Il barbaro omicidio dell’Ambasciatore Attanasio. Perché?


La dedizione alla propria missione e la generosità professionale ed umana di Attanasio spiegano la sua presenza in una regione considerata ad alto rischio. La domanda che si fanno tutti è: si poteva evitare? Il commento del Direttore

Marco Cochi Marco Cochi
Da due decadi giornalista, blogger e ricercatore con focus sull'Africa sub-sahariana.

La dedizione alla propria missione e la generosità professionale ed umana di Attanasio spiegano la sua presenza in una regione considerata ad alto rischio. La domanda che si fanno tutti è: si poteva evitare? Il commento del Direttore

Un manifestante porta un cartello con la scritta “Non toccare Virunga” durante la protesta per il clima nelle strade di Kinshasa, Repubblica democratica del Congo, 29 novembre 2019. REUTERS/Hereward Holland

L’attacco terroristico contro un convoglio del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite, in cui è rimasto ucciso l’Ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, il giovane carabiniere Vittorio Iacovacci, addetto alla sua scorta, e l’autista congolese Mustapha Milambo, finora non è stato rivendicato da nessuno della miriade di gruppi armati attivi nelle turbolente provincie orientali della Repubblica democratica del Congo.

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