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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Indo-Pacifico, Quad: si concretizza l’asse contro Pechino?

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Quad: Usa, Giappone, Australia e India riprendono i colloqui. Il meeting informale potrebbe trasformarsi in organizzazione in chiave anti-cinese

Una esibizione alla cerimonia di apertura dell’Indo-Pacific Armies Forum a Bangkok, Thailandia, 9 settembre 2019. REUTERS/Soe Zeya Tun

Il dialogo quadrilaterale per la sicurezza della regione Indo-Pacifico, conosciuto come Quad, riprende pienamente le attività dopo alcuni rallentamenti subiti negli anni passati e, per ultime, le difficoltà legate alla pandemia da coronavirus. Sarà Tokyo a ospitare l’incontro tra i Ministri degli Esteri di Giappone, Stati Uniti, Australia e India, ciascuno con le proprie motivazioni e aspirazioni nell’area. Nella capitale giapponese il neo Primo Ministro Yoshihide Suga debutterà sullo scenario internazionale e, accompagnato dal titolare agli Esteri Toshimitsu Motegi, accoglierà il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo, l’australiana Marise Payne e l’indiano Subrahmanyam Jaishankar.

L’importanza del Quad

Il meeting odierno servirà per fare il punto della situazione verso l’attore internazionale più discusso, quella Cina con la quale — a fasi alterne — Tokyo, Washington, Canberra e Nuova Delhi sono entrate in collisione. Le rispettive posizioni rispetto a Pechino, d’altro canto, sono molto diverse, tra le esigenze di chi vi condivide i confini terrestri e chi quelli marittimi, tra i bisogni di chi mantiene con il Regno di Mezzo rapporti commerciali e di chi, invece, lo vede come pericolo esistenziale per il futuro. Il blocco indo-pacifico potrebbe trasformarsi in organizzazione istituzionalizzata, aspetto che allerterebbe ulteriormente Pechino, che vede l’incontro come una mera esibizione mediatica.

La posizione dell’Australia

Non a caso, il Quad subì un rallentamento negli anni scorsi vista la posizione cinese verso il formato, ritenuto come effettivamente contrapposto alle sue politiche e alla sua ascesa a livello di potenza globale. L’Australia, dopo le esercitazioni militari congiunte con gli altri partner nel 2007, congelò quel tipo di relazione l’anno successivo, per riprenderla solo con l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump. Per quanto legata a Washington, Canberra ha anche recentemente sottolineato nel corso dell’incontro Ausmin la sua indipendenza verso gli Stati Uniti rispetto alla relazione che vuol mantenere con la Cina.

Le dinamiche interne del Giappone

La posizione giapponese è altrettanto delicata, basata sia su logiche di politica interna che di relazioni internazionali. Da una parte, c’è chi teme che la visione Free and Open Indo-Pacific possa spingersi eccessivamente nel confronto diretto con la Cina. E dall’altra, è necessario che l’immagine del Paese non esca indebolita dalla disputa per le Isole Senkaku, chiamate Diaoyo in cinese. Ciononostante, recentemente è avvenuta una conversazione telefonica tra Suga e il Presidente Xi Xinping, nella quale i due hanno espresso la volontà al dialogo e alla cooperazione.

Lo scontro al confine con l’India

L’India ha in corso una delle più gravi crisi diplomatiche con la Cina lungo la Line of Actual Control. Anche l’atteggiamento di Nuova Delhi è dettato da molteplici influenze di carattere interno e di lettura geopolitica. Il Governo nazionalista di Narendra Modi ha spinto verso l’astio anti-cinese, diffusosi repentinamente da arrivare al boicottaggio dei prodotti Made in China. Parallelamente, subisce la pressione da sindrome d’accerchiamento, viste le tensioni anche col Pakistan — Paese sempre più vicino a Pechino — e alla vasta rete di collegamenti marittimi costruita dalla Cina, che mette in discussione la forza della presenza indiana nei mari caldi.

Pompeo posticipa le altre missioni in Asia

È nota la posizione dell’amministrazione repubblicana verso il Partito comunista cinese, motivo per cui il Segretario di Stato Pompeo ha intensificato la pressione su partner storici e nuovi nell’assumere un atteggiamento duro nei confronti del Governo cinese. “Gli incontri del Quad Foreign Ministers a Tokyo permetterà di focalizzare le attenzioni sulle pressanti questioni della regione Indo-Pacifico”, si legge nel comunicato del Dipartimento di Stato. Lo stesso Segretario sul suo profilo Twitter rimarca l’importanza del viaggio per condividere la visione “di un libera e aperta” area composta da nazioni “indipendenti, forti e prosperose”.

La missione asiatica del Segretario di Stato ha subìto un cambio di programma all’indomani del contagio da Covid-19 del Presidente Trump: Pompeo è il quarto esponente del Governo Usa in ordine di successione nel caso in cui il commander-in-chief fosse impossibilitato a svolgere le su mansioni. Riprogrammate a data da destinarsi le visite in Corea del Sud e Mongolia, alle quali potrebbe aggiungersi Taiwan.

@melonimatteo

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