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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Soleimani, Iran: condanna a morte per una spia della Cia

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L’Iran condanna a morte la spia della Cia Mahmoud Mousavi-Mojed per aver fornito informazioni utili al raid del 3 gennaio. Intanto, prosegue lo scambio di prigionieri con gli Usa

Soleimani, Iran: condanna a morte per una spia della Cia

Un sostenitore di Hezbollah tiene le foto del defunto comandante delle Forze Quds Qassem Soleimani durante una manifestazione per commemorare i capi uccisi di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, Libano, 16 febbraio 2020. REUTERS/Aziz Taher

“Mahmoud Mousavi-Mojed, persona che ha avuto legami con Cia e Mossad, ai quali ha fornito informazioni d’intelligence sulla posizione di Qassem Soleimani in cambio di denaro, è stato condannato a morte dalla Corte della Rivoluzione, con verdetto confermato dalla Corte Suprema”. Ad annunciare la sentenza il portavoce della Magistratura iraniana, Gholamhossein Esmaeili, riaprendo la discussione sull’uccisione del Generale delle Guardie Iraniane della Rivoluzione, a capo della Forza Quds, morto in Iraq in seguito a un attacco con droni degli Stati Uniti, su ordine del Presidente Donald Trump.

Le autorità iraniane non hanno offerto maggiori dettagli su Mousavi-Mojed, se non che l’uomo era a conoscenza del percorso seguito normalmente da Soleimani ma che questo non ha avuto correlazione diretta con la sua morte. A luglio 2019 l’intelligence di Teheran arrestò 17 persone, tutte di nazionalità iraniana, accusate di essere spie di Langley, sede della Central Intelligence Agency. Gli uomini sottoposti a fermo lavoravano in postazioni d’alto valore strategico nei settori economico, nucleare, infrastrutturale, militare e della cyber security. Trump negò collegamenti diretti tra Washington e le presunte spie.

La condanna per Mousavi-Mojed segue quella di febbraio nei confronti di Amir Rahimpour che, secondo Esmaeili, ebbe un ruolo “nel passare informazioni sulle attività nucleari iraniane agli Usa”. Altri due uomini, nel corso della stessa operazione, sono stati processati e sconteranno una pena detentiva di 15 anni, con l’accusa d’aver eseguito operazioni di spionaggio e aver messo a rischio la sicurezza nazionale.

Intanto, nelle ultime settimane è avvenuto uno scambio di prigionieri tra Washington e Teheran. Al centro dell’operazione Michael White, cittadino statunitense rimasto in carcere dal 2018 a metà marzo, poi in custodia delle autorità svizzere in Iran, e Majid Taheri, che ha scontato 16 mesi in una prigione della Florida. White, un ex militare dell’esercito a stelle e strisce, venne fermato per “crimini sulla sicurezza” mentre Taheri, medico dermatologo, venne accusato del tentativo di esportazione di un filtro che, secondo le autorità Usa, poteva potenzialmente essere utilizzato come arma chimica e biologica. Ali Rabiei, portavoce del Governo, ha affermato che la Repubblica Islamica è favorevole ad altri scambi di prigionieri. “Siamo pronti, ora la responsabilità e nelle mani dell’amministrazione degli Stati Uniti”.

@melonimatteo

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