Turchia: plebiscito per Erdoğan, conquistate anche Istanbul e Ankara


Si temeva che scandali a ripetizione legati alle intercettazioni, la guerra fratricida con Gülen e le derive liberticide che hanno portato alla chiusura di Twitter e YouTube nelle ultime settimane potessero intaccare il consenso dell’Akp in Turchia. Il risultato delle elezioni municipali di ieri in Turchia, dopo settimane di tensione politica, non lascia adito ad alcun dubbio.

Si temeva che scandali a ripetizione legati alle intercettazioni, la guerra fratricida con Gülen e le derive liberticide che hanno portato alla chiusura di Twitter e YouTube nelle ultime settimane potessero intaccare il consenso dell’Akp in Turchia. Il risultato delle elezioni municipali di ieri in Turchia, dopo settimane di tensione politica, non lascia adito ad alcun dubbio.

Si tratta di un plebiscito per il premier Erdoğan e per l’Akp, saldamente in sella dal lontano 2002, che a livello nazionale raggiunge il 45,6% dei consensi ovvero 7 punti percentuali e mezzo in più che nel 2009. Il principale partito d’opposizione, il Partito Repubblicano del Popolo (CHP), s’accontenta d’un misero 28% che dimostra come le mobilitazioni di Gezi e di questi mesi non abbiano trovato alcun consolidamento politico nel principale partito d’opposizione né in altri.

Erdoğan vince e continua a convincere i Turchi che lo hanno votato a larga maggioranza in tutto il paese nonostante i risultati delle grandi metropoli Istanbul e Ankara siano stati incerti fino alla fine. Da segnalare diversi scontri in zone rurali e regolamenti di conti che hanno portato ieri, secondo l’agenzia stampa DHA, alla morte di otto persone ed al ferimento di almeno una ventina di persone.

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