Ue, a che punto siamo sul dossier migranti


Il vertice del Consiglio europeo si è concluso ieri dopo lunghe ore di trattative. Draghi "molto soddisfatto" di come si è svolto il dibattito sulle migrazioni. Von der Leyen: "Niente muri e fili spinati"

Gerardo Pelosi Gerardo Pelosi
Inviato de Il sole 24 ore dal 1990.

Il vertice del Consiglio europeo si è concluso ieri dopo lunghe ore di trattative. Draghi “molto soddisfatto” di come si è svolto il dibattito sulle migrazioni. Von der Leyen: “Niente muri e fili spinati”

Diciamolo subito: il pericolo è stato scongiurato. E solo per ora. Ma il solo fatto che in un Consiglio europeo, come quello che si è concluso venerdì pomeriggio dopo lunghe ore di negoziato, abbia trovato piena cittadinanza una discussione per il finanziamento da parte della Commissione di barriere anti migranti e limitazioni all’accordo sulla libera circolazione nello spazio Schengen racconta a che punto è arrivato il dibattito sul dossier migranti in Europa. E pensare che prima di salire sull’aereo che lo avrebbe portato a Bruxelles il premier italiano Mario Draghi si sentiva tranquillo mentre incalzava il Presidente del Consiglio Ue Charles Michel e lo sollecitava ad aprire una discussione approfondita con verifiche periodiche sull’attuazione del piano d’azione sui migranti.

Ma la “trappola” era già scattata e stava tutta nella lettera di invito dello stesso Michel che citava in maniera esplicita la questione dei migranti secondari (o “dublinanti”). Riferimento che ha autorizzato alcuni Paesi ad affrontare la questione dei movimenti secondari come quelli dei migranti che arrivano in Sicilia e poi transitano verso i Paesi del Nord Europa. Questione posta con forza dal premier olandese Mark Rutte così come da Polonia e Paesi baltici per i migranti utilizzati strumentalmente dal regime della Bielorussia.

Insomma, si rischiava una pericolosa marcia indietro. Alla fine, però, niente muri anti migranti e nessuna modifica a Schengen ma il risultato è frutto solo di elaborati escamotage lessicali inseriti nelle conclusioni. Come ha confessato lo stesso premier italiano alla fine del vertice, “un Consiglio che sulla carta doveva essere solo di transizione ha fatto registrare invece discussioni molto complesse”.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img

In Europa è ancora Natale

Marocco e Israele, ecco l’accordo sulla difesa

Nucleare: a Vienna riaprono i colloqui con l’Iran