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Vietnam, il piccolo Dragone


Il modello neo-comunista cinese sta portando il Vietnam a diventare la 19esima economia mondiale e a ereditare da Pechino il ruolo di “fabbrica del mondo”

Lorenzo Lamperti Lorenzo Lamperti
Direttore editoriale di China Files e coordinatore editoriale di Associazione Italia-ASEAN. Scrive di Cina e Asia per diverse testate tra cui Affaritaliani (di cui ha gestito la sezione esteri), Eastwest, il Manifesto e ISPI.

Il modello neo-comunista cinese sta portando il Vietnam a diventare la 19esima economia mondiale e a ereditare da Pechino il ruolo di “fabbrica del mondo”

Agenti di polizia fanno la guardia al National Convention Center, sede del 13° Congresso Nazionale del Partito comunista del Vietnam ad Hanoi, Vietnam, 28 gennaio , 2021. REUTERS/Kham

Efficace gestione sanitaria, ripartenza economica, continua crescita delle esportazioni, promozione del multilateralismo, stabilità politica, un leader che rompe il vincolo dei due mandati, stretta anti corruzione e repressione del dissenso. Ingredienti che fanno subito venire in mente la Cina. In questo caso si parla però del Vietnam, ambizioso vicino del Dragone la cui rilevanza in ambito regionale e internazionale è in costante aumento. Per Hanoi i tempi dell’invidia verso le cosiddette “tigri asiatiche” sembrano ormai un lontano ricordo.

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