Mentre scriviamo, i colpi di scena della saga Brexit sembrano non finire: il Primo Ministro conservatore inglese, Boris Johnson, ribadisce che un accordo rivisitato è possibile "a patto che ci sia la buona volontà dell'Unione Europea", mentre il negoziatore dell'Unione Michel Barnier, sostiene che il Governo di Boris Johnson dovrà prendersi la responsabilità di una Brexit senza accordi. Oltre tre anni di negoziazioni tra la Gran Bretagna e Bruxelles hanno rivelato tanto i limiti della classe politica inglese, quanto la determinazione delle istituzioni europee e dei loro burocrati.

Gli argomenti contro o a favore dell'appartenza all'Unione Europea includono questioni di sovranità, migrazioni e controlli di frontiera, accordi commerciali e anche questioni geopolitiche (ad esempio, basta la Nato a garantire la sicurezza geopolitica della Gran Bretagna?).

In ogni caso, la domanda più rilevante e quasi mai trattata riguarda l'identità inglese. E il merito più grande di Brexit probabilmente è stato quello di mostrarci quanto la Gran Bretagna sia divisa e quanto l'identità britannica sia ancora profondamente permeata dal suo passato colonialista.

Da vedere fino alla fine:

Per approfondire, leggi l'intervista a Fintan 'O Toole sulla Brexit e l'identità britannica e l'articolo riguardo le inchieste sulle ombre all'origine del referendum (Sabrina Provenzani).