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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Huawei cede il marchio Honor: pesano le sanzioni Usa

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Huawei è costretta alla vendita del brand di telefonia Honor. Intanto, Biden commenta l’accordo commerciale Rcep e definisce necessario un contenimento di Pechino

Un evento di smartphone Honor di Huawei a Londra, Gran Bretagna, 21 maggio 2019. REUTERS/Peter Nicholls

Lo stop per la compravendita di una serie di componentistiche negli Stati Uniti ha messo alle strette la cinese Huawei, portandola alla cessione di un asset ben avviato come Honor. A causa delle sanzioni dell’amministrazione guidata da Donald Trump, l’azienda con quartier generale a Shenzhen si è vista impossibilitata non solo all’acquisto di parti per la produzione di telefonia mobile ma anche alla vendita dei sistemi 5G negli Usa e, a cascata, in numerosi Paesi alleati di Washington.

L’ormai ex controllata di Huawei è un brand sviluppato fin dal 2013, finalizzato alla produzione di telefoni cellulari di media e bassa fascia di prezzo, principalmente per il pubblico più giovane. Negli ultimi 7 anni, Honor si è trasformato in progetto per la realizzazione di smartphone, con 70 milioni di vendite ogni anno.

La scelta di Huawei

L’azienda di Shenzhen ha dato l’annuncio con un comunicato, specificando che “l’ultimo anno gli affari sono stati sotto forte pressione a causa della persistente indisponibilità di elementi tecnici necessari per i nostri telefonini”. Così, la scelta di vendere Honor a Shenzhen Zhixin New Information Technology Co. Ltd, che, in questo modo, potrà continuare a operare sul mercato con diversi approvvigionamenti. La vendita, secondo indiscrezioni, sarebbe valutata intorno ai 15 miliardi di dollari.

I nuovi acquirenti rappresentano un consorzio di oltre 30 fornitori della stessa Honor insieme alla Shenzhen Smart City Development Group Co. Ltd. La proprietà ha dichiarato che questa “è la soluzione migliore per proteggere gli interessi dei consumatori, dei canali di vendita, dei fornitori, dei partner e degli impiegati” di Honor.

Biden: contenere la Cina con nuove regole globali

Intanto, il Presidente eletto Joe Biden commenta il nuovo accordo commerciale Regional Comprehensive Economic Partnership, che rappresenta quasi un terzo del Pil mondiale, con protagonista la Cina e numerosi partner strategici degli States. Biden ritiene necessario un contenimento di Pechino — con la forza degli alleati di Washington — attraverso l’imposizione di nuove regole sul commercio.

“Rappresentiamo il 25% dell’economia mondiale. Dobbiamo allinearci alle altre democrazie, un altro 25% o più”, ha dichiarato l’esponente democratico, spiegando che in questo modo si può contrastare la potenza di Pechino. Di convesso, la Cina apre a una nuova relazione con Washington. Fang Xinghai, esponente del Partito comunista cinese, ha affermato: “Spero sinceramente che alla fine dei quattro anni di amministrazione Biden le relazioni tra Stati Uniti e Cina saranno in uno stato decisamente migliore di quello attuale”.

@melonimatteo

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