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Iran, per l’Ue è fondamentale il ripristino dell’accordo sul nucleare


L’Alto Rappresentante per la politica estera mette nero su bianco i punti per il ritorno al JCPoA. Apprezzamento da parte di Teheran, che nel frattempo ufficializza la fine dell’uso del dollaro negli scambi commerciali con la Russia

Gli ultimi anni di trattative per il ritorno delle parti al JCPoA, l’accordo sul nucleare sottoscritto dall’Iran e dalle potenze mondiali nel 2015, sono stati letteralmente disastrosi, tra proposte non realizzabili e diffidenza reciproca. Specie da parte iraniana, che a causa dell’abbandono unilaterale degli Usa si è ritrovata, ancora una volta, catapultata nell’incertezza più assoluta dal punto di vista diplomatico ed economico, dovendo di conseguenza far fronte a una crisi monetaria, a un’esorbitante crescita dell’inflazione e all’impossibilità di commerciare con il resto del mondo a causa delle sanzioni imposte dall’amministrazione statunitense a guida Donald Trump.

L’avvento di Joe Biden alla Casa Bianca aveva rilanciato le chance per il JCPoA, viste le promesse del suo ripristino annunciate dal nuovo Presidente nel corso della campagna elettorale. Quello sul nucleare era, ed è ancora, un tema fortemente polarizzante nella politica interna degli Stati Uniti: pietra miliare della diplomazia per i democratici, grave apertura a un acerrimo nemico per i repubblicani. Eppure, il partito di Biden non è stato finora capace di mantenere la promessa elettorale, strattonato dall’ala centrista a mantenere in vigore le pesanti sanzioni sulla Repubblica islamica, e da partner quali Israele e Arabia Saudita a non permettere il ritorno sui mercati al Paese oggi guidato da Ebrahim Raisi.

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