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Iraq: Muqtada al-Sadr annuncia il ritiro dalla politica


La decisione del leader sciita, vincitore delle elezioni di ottobre 2021, è conseguenza dell'impasse post elettorale e della crisi tra le istituzioni, sotto l'influenza delle varie potenze internazionali.

L’Iraq sprofonda in una crisi politica e sociale di difficile soluzione all’indomani della decisione del leader sciita Muqtada al-Sadr, che ha annunciato il ritiro dalla vita politica e la chiusura degli uffici della sua organizzazione. Alle proteste, che durano da mesi, dei supporter sadristi che chiedevano nuove elezioni, si è ora sommata la rabbia per la scelta del religioso sciita, giunta proprio a causa dell’impasse verificatasi in seguito alle elezioni di ottobre 2021, che tra l’altro hanno visto il suo movimento vittorioso, non riuscendo però a formare una maggioranza parlamentare.

Dalle elezioni allo stallo sul Governo

Le complicazioni nella formazione del nuovo Governo — ormai quasi un anno con l’esecutivo di Mustafa Al-Khadimi che lavora in ordinaria amministrazione — hanno accresciuto il fastidio verso il sistema politico e istituzionale iracheno, giungendo allo scontro diretto con la Corte Suprema. Per Muqtada al-Sadr, i giudici avrebbero dovuto sciogliere il parlamento, per poi indire nuove elezioni. Ma il rifiuto del consiglio giudiziario, secondo il quale non ha l’autorità di dissolvere la Camera, ha creato ulteriori frizioni, nonostante il riconoscimento da parte dei giudici delle criticità del sistema, “incapace — come scritto in un comunicato — di eleggere Presidente della Repubblica e Primo Ministro”.

Lotta tra sciiti?

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