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Il difficile G7 di Biarritz

Tanti gli argomenti di cui discutere, dal commercio al clima, ma le distanze ideologiche minano l’unità. Trump attacca Macron, Macron attacca Bolsonaro

Il Presidente francese Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Macron danno il benvenuto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla First Lady Melania Trump al vertice del G7 a Biarritz, Francia, 24 agosto 2019. REUTERS/Christian Hartmann
Il Presidente francese Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Macron danno il benvenuto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla First Lady Melania Trump al vertice del G7 a Biarritz, Francia, 24 agosto 2019. REUTERS/Christian Hartmann

È iniziato ieri il G7 di Biarritz, in Francia, in un clima tutt’altro che disteso. I leader delle sette maggiori economie mondiali – Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, più l’Unione Europea – si riuniranno per tre giorni e discuteranno di come “combattere la disuguaglianza”.

Questo è il punto focale (e formale) del summit, ma gli effettivi argomenti di dibattito saranno altri: la crisi tra gli Stati Uniti e l’Iran, gli incendi in Amazzonia e il riscaldamento globale, la Brexit e soprattutto le guerre commerciali aperte dall’amministrazione Trump, che minacciano l’economia globale. Viste le differenze ideologiche tra i vari leader, il G7 farà fatica a trovare una posizione comune e a parlare con una sola voce. D’altronde, la scorsa riunione – a Charlevoix, in Canada, nel giugno 2018 – era andata piuttosto male: gli Stati Uniti ritirarono il loro sostegno al comunicato finale e Trump attaccò duramente il Primo Ministro canadese Justin Trudeau.

Il clima a Biarritz, si accennava, è teso. Alla vigilia del vertice, infatti, Donald Trump ha minacciato di imporre dazi sui vini di importazione francese come ritorsione verso la digital tax sulle grandi aziende tecnologiche – principalmente americane, come Google e Facebook – approvata da Parigi. Gli Stati Uniti e le altre nazioni sono poi distanti anche sulla Russia: Trump vorrebbe ricreare il G8 e riammettere Mosca nel gruppo, sospesa nel 2014 dopo l’annessione della Crimea.

Per quanto riguarda la situazione in Amazzonia, infine, il Presidente francese Emmanuel Macron ha alzato la voce contro il suo omologo brasiliano Jair Bolsonaro, chiedendo il rispetto dell’accordo di Parigi e minacciando di bloccare il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur. Ancora una volta, il clima e l’ambiente si confermano temi centrali nella geopolitica contemporanea. 

@marcodellaguzzo

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