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Multilateralismo o antagonismo?


Un’alleanza dei Paesi democratici contro un’alleanza degli Stati autoritari, l’attuale tendenza politica globale, non serve la causa della cooperazione internazionale

La crisi causata dalla pandemia Covid-19 è stato uno degli eventi più significativi che si sono abbattuti sul mondo dalla Seconda guerra mondiale e sta condizionando molti aspetti della vita delle persone, dalla salute all’economia, dalla sicurezza ai diritti umani. Il virus ha avuto l’effetto paradossale di esaltare l’importanza della cooperazione internazionale e di amplificare le tendenze che, oggi, la rendono più difficile. In quest’ottica, anche per il multilateralismo è un momento topico, come per molti altri ambiti dell’esistenza.

La crisi del multilateralismo

Il sistema multilaterale era già sotto pressione prima dell’avvento del coronavirus. Come Richard Gowan e io abbiamo scritto l’anno scorso per l’ECFR, si possono identificare tre crisi interconnesse del multilateralismo. Una crisi di potere: gli Stati Uniti non sono più disposti o capaci di salvaguardare il sistema multilaterale e la Cina tende sempre più a strutturare le istituzioni in base a propri valori e obiettivi. C’è poi una crisi di rilevanza: le istituzioni aderiscono a regole e procedure concepite per affrontare i problemi di ieri, e non sono in grado di fornire risposte adeguate alle domande di oggi. Infine, assistiamo a una crisi di legittimità: molti Paesi pensano che le istituzioni internazionali non riflettano i loro interessi e i loro timori, e c’è chi, perfino nelle democrazie mature, è convinto che il multilateralismo sia al servizio delle élite e non del benessere collettivo.

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