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Le isole del Pacifico al centro della sfida Usa-Cina


Tuvalu teme di diventare, insieme alle altre nazioni insulari, una pedina nella competizione tra Stati Uniti e Cina. Il rischio è che vadano perse di vista le vere priorità della regione: riscaldamento globale e innalzamento del livello del mare

Tuvalu, un piccolo stato in mezzo all’Oceano Pacifico, teme che la competizione tra gli Stati Uniti e la Cina possa trasformare le nazioni insulari della regione in semplici “pedine” di un gioco altrui. E che, di conseguenza, le massime dinamiche geopolitiche finiscano per oscurare i problemi che questi Paesi percepiscono come più “veri” e urgenti, addirittura esistenziali: il riscaldamento globale e l’innalzamento del livello del mare.

Intervistato da Reuters, il Ministro degli Esteri di Tuvalu, Simon Kofe, ha detto appunto che “l’ultima cosa che vogliamo è che i Paesi nel Pacifico vengano utilizzati uno contro l’altro, o come delle pedine”. Il rischio, cioè, è che si creino due blocchi contrapposti e vicendevolmente ostili: da una parte le nazioni che “stanno” con gli Stati Uniti e dall’altra quelle che si legano alla Cina.

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