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Nato, a che punto sono le trattative tra Turchia, Finlandia e Svezia


Progressi sull’implementazione del memorandum trilaterale firmato al vertice di Madrid. Ankara ospita una delegazione finlandese per discussioni tecniche sull’estradizione mentre il Ministro degli Esteri parla col nuovo collega svedese Tobias Billström

La Nato del futuro prende sempre più forma, specie dopo le discussioni avvenute nelle scorse settimane tra Turchia, Finlandia e Svezia. I Paesi scandinavi hanno ricevuto aperture sulla loro mermbership nel Patto atlantico durante lo storico vertice di Madrid  di giugno 2022 dove, insieme al Paese di Recep Tayyip Erdogan, hanno firmato un memorandum trilaterale che sancisce la condanna netta delle due nazioni verso il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, inquadrato come organizzazione terroristica. In questo modo, è stata aperta la strada all’estradizione in Turchia di alcuni attivisti curdi considerati rifugiati politici dai Governi delle due nazioni.

Questa settimana Ankara ha ospitato una delegazione della Finlandia per discussioni tecniche sull’estradizione di quelli ritenuti dalla Turchia terroristi. Il gruppo di lavoro del Ministero della Giustizia finlandese è stato accolto dal Direttore Generale per le Relazioni Internazionali e per l’Unione europea Kasım Çiçek, il quale ha reiterato la richiesta di invio in Turchia di membri del PKK e di Fetö, la ribattezzata organizzazione dello scolaro Fethullah Gülen, ex alleato di Erdoğan, ora suo nemico e accusato del tentativo di colpo di Stato del 2016.

Il Ministro della Giustizia Bekir Bozdag ha ricordato che il processo per l’ingresso dei due Paesi nella Nato è iniziato ma non è ancora completato, e non lo sarà fino all’approvazione del Parlamento turco. “Il processo di adesione terminerà quando il Parlamento prenderà la decisione finale”, ha ricordato il Ministro turco. Non a caso, un documento riservato al quale ha avuto accesso Reuters esplicita le intenzioni di Finlandia e Svezia: si scrive nero su bianco la volontà di “impegnarsi totalmente nell’implementazione del memorandum”, si promette la cooperazione con Ankara per indirizzare le preoccupazioni turche sulla sicurezza e si dichiara che verrà eliminato l’embargo sulle armi.

La Svezia, dal canto suo, scende pesantemente in campo con la diplomazia: il Ministro degli Esteri Tobias Billström, che ha parlato telefonicamente col collega turco Mevlüt Çavuşoğlu, intervistato da Associated Press, ha detto che concentrerà le sue relazioni esterne verso gli Stati vicini e che cambierà approccio rispetto al vecchio esecutivo, accusato polemicamente di aver portato avanti una “politica estera femminista”. Parole al vetriolo da parte del nuovo esponente del Governo di centro-destra, che prosegue annunciando che “non ci sarà spazio per sciocchezze sul PKK: i terroristi non avranno il diritto di stare nel territorio svedese. È tutto scritto nel memorandum che dovrà essere rispettato da tutte le parti: tutto sarà fatto in maniera legale”.

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