Afghanistan: cosa sappiamo dell’offensiva Usa contro ISIS-K


Gli Stati Uniti hanno condotto un attacco via drone in Afghanistan contro ISIS-K, lo Stato islamico della provincia del Khorasan: la prima risposta contro l'attentato che ha causato la morte di almeno 170 civili e 13 membri dell'esercito americano

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Gli Stati Uniti hanno condotto un attacco via drone in Afghanistan contro ISIS-K, lo Stato islamico della provincia del Khorasan: la prima risposta contro l’attentato che ha causato la morte di almeno 170 civili e 13 membri dell’esercito americano

Venerdì gli Stati Uniti hanno condotto un attacco via drone in Afghanistan contro lo Stato islamico della provincia del Khorasan (ISIS-K), la divisione afghana dello Stato islamico che ha rivendicato l’attentato nei pressi dell’aeroporto di Kabul di giovedì scorso.

Durante una conferenza stampa, giovedì sera, il Presidente americano Joe Biden aveva promesso una ritorsione contro l’ISIS-K per l’attentato, che ha causato la morte di almeno 170 civili e 13 membri dell’esercito americano: mai così tanti soldati erano morti in un solo giorno negli ultimi dieci anni di guerra in Afghanistan. Rivolgendosi ai responsabili, Biden aveva detto: “Non perdoneremo. Non dimenticheremo. Vi daremo la caccia e ve la faremo pagare”.

Cosa sappiamo sull’attacco degli Stati Uniti

La (prima?) risposta statunitense è arrivata venerdì, condotta con un aeromobile senza pilota, ossia un drone, nella provincia di Nangarhar: si trova a est della capitale Kabul e confina con il Pakistan. Un funzionario americano anonimo ha rivelato a Reuters che il bersaglio – ucciso – era un membro dell’ISIS-K che si occupava di pianificare attentati, ma non è chiaro se fosse coinvolto in quello all’aeroporto. Assieme al bersaglio è stato ucciso anche un altro affiliato all’ISIS-K che si trovava in auto con lui.

Stando alle informazioni disponibili, gli Stati Uniti hanno utilizzato un drone Reaper, pilotato da remoto e decollato da una non precisata postazione in Medio Oriente, probabilmente da qualche piattaforma nel golfo Persico: a giugno Washington ha spostato nella regione la portaerei Ronald Reagan (normalmente di base nell’Asia-Pacifico) proprio per dare supporto alle operazioni di ritirata dall’Afghanistan, che si concluderanno il 31 agosto.

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