Bundesbank, l’addio del falco Weidmann cambia lo scenario alla Bce


Arrivano le dimissioni del governatore tedesco. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea perde una figura chiave degli ultimi 10 anni di scontri e negoziati

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Arrivano le dimissioni del governatore tedesco. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea perde una figura chiave degli ultimi 10 anni di scontri e negoziati

Il racconto sulle decisioni prese in seno al Consiglio direttivo della Banca centrale europea vede solitamente identificati i falchi come coloro i quali spingono per un intervento minimo dell’istituzione monetaria dell’eurozona e, dall’altra, le colombe rappresentate da chi spera di portare giovamento, con le decisioni della Bce, ai Paesi più in difficoltà nei mercati. Certamente, Jens Weidmann è il rappresentante dell’ala più dura tra i governatori delle banche centrali europee: sempre contrario alle scelte di allentamento di politica monetaria, con le sue dimissioni — motivate come scelta prettamente personale — lascia aperta la porta a una nuova figura, da rimpiazzare dal primo gennaio 2022.

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