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ITALIA CHIAMA EUROPA

Comincia l’era Draghi!

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Con un Governo composto da 8 tecnici e 15 politici, Mario Draghi ha giurato al Quirinale. I tecnici lo assisteranno nei ruoli chiave. I politici gli garantiranno la maggioranza in Parlamento. Chi pensava a una riedizione del Governo Monti è stato subito smentito. Signori, vi presento il Governo Draghi!

Era Draghi

Il nuovo Primo Ministro italiano Mario Draghi tiene la campanella accanto al premier uscente Giuseppe Conte, durante la cerimonia di consegna presso l’ufficio del premier di Palazzo Chigi, a Roma, 13 febbraio 2021. Andrew Medichini/Pool via REUTERS

È iniziata l’era Draghi! Hanno giurato ieri al Quirinale i 23 Ministri del suo Governo: 8 donne e 15 uomini, tra politici e tecnici.

Quanto ai primi, 4 Ministri provengono dal Movimento 5 Stelle (Di Maio, D’Incà, Dadone, Patuanelli), 3 dal Pd (Franceschini, Guerini, Orlando), 3 dalla Lega (Giorgetti, Garavaglia, Stefani), 3 da Forza Italia (Brunetta, Carfagna, Gelmini), 1 da Italia viva (Bonetti), 1 di Leu (Speranza).

I tecnici sono otto: Luciana Lamorgese (Interno), Marta Cartabia (Giustizia), Daniele Franco (Economia e Finanze), Vittorio Colao, (Innovazione tecnologica e transizione digitale), Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Patrizio Bianchi (Istruzione) Cristina Messa, (Università), Roberto Cingolani (Transizione ecologica).

Scegliendo una composizione equilibrata tra tecnici e politici, Mario Draghi è riuscito a mettere d’accordo i quattro quinti del Parlamento e a garantire probabilmente un durata del Governo per l’intera legislatura. C’è la politica, ma c’è anche molta competenza, a presidio delle aree strategiche per il rilancio. Il sacrificio apparente dei 5 Stelle è compensato da tecnici di grande fama a capo di Dicasteri strategici come la Transizione ecologica (chiesto espressamente da Grillo) e le Infrastrutture (Giovannini è da tempo considerato un tecnico gradito ai 5 Stelle, per le sue posizioni su lavoro, ambiente e mobilità).

In alcuni dicasteri ci sono importanti conferme: Luciana Lamorgese all’Interno, Roberto Speranza alla Salute, Luigi Di Maio agli Esteri, Lorenzo Guerini alla Difesa, Dario Franceschini alla Cultura.

Non c’è il Ministro per gli Affari europei (forse ci sarà un Sottosegretario), perché non serve: Draghi ne è il simbolo! Questo forse è il più grande miracolo di Super Mario: l’abbraccio con l’Europa, che lascia fuori solo Fratelli d’Italia, e che costringe Salvini a operare una profonda revisione delle sue priorità politiche. “Un gigante d’Europa si prepara a guidare il nuovo Governo di unità in Italia”, titola il New York Times.

Si accantona il sovranismo (i Ministri leghisti appartengono tutti all’ala moderata) e l’unica meta adesso è la ripresa e le grandi sfide che ci attendono per sostenerla. A questa ripresa contribuirà poco Matteo Renzi, proporzionalmente ridimensionato nella compagine governativa, e che si accontenta di ripetere a tutti la favoletta che Draghi lo ha portato lui al Quirinale, salvo ammettere in privato che si è trattato di un “gran colpo di c…”.

Nel nuovo Governo, l’impronta di Mario Draghi è molto forte proprio sui Ministeri che saranno chiave nella sfida del Recovery PlanEconomia e Finanza, Transizione ecologica, Transizione digitale ma anche Giustizia, della cui riforma si occuperà Marta Cartabia, Presidente emerito della Corte Costituzionale. Il miglior uso del Recovery Fund ci potrà consentire non solo la ripresa ma anche il rilancio della nostra economia, afflitta da mali precedenti alla pandemia.

Il rilancio dovrà passare necessariamente anche per un’attenta gestione dell’emergenza sanitaria (dove ritroviamo Speranza). Da un parte, sarà necessario un potenziamento della campagna vaccinale, che ci consenta l’uscita dall’emergenza e il ritorno alla vita normale; dall’altra, un impiego dei fondi per una riforma della sanità che sia incentrata sulla comunità e sul territorio, e che sia attiva ed efficiente anche sul fronte della prevenzione.

I fondi del Next Generation EU serviranno in realtà non solo a gestire l’emergenza sanitaria, ma anche a procedere rapidamente a quelle riforme strutturali indispensabili da tempo, al fine di consegnare alle future generazioni un Paese più competitivo e attrattivo di quello nel quale viviamo oggi: giustizia, burocrazia, ambiente e scuola sembrano essere le priorità più urgenti.

È incredibile come lo stile asciutto e privo di annunci e di sbrodolature online di Super Mario sembri essere apprezzatissimo dall’opinione pubblica, dopo anni di iper comunicazione social. Siamo tutti ansiosi di assistere ai primi provvedimenti, noi cittadini italiani come le cancellerie dei più grandi Paesi al mondo. Anche la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivolto a Draghi un messaggio pieno di auspici e di grande apprezzamento per la competenza al potere. Diamo anche a Draghi, come si fa negli Stati Uniti con i nuovi Presidenti, i famosi 100 giorni… certi che accadrà qualcosa di importante.

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L'AUTORE

Giuseppe Scognamiglio

Giuseppe Scognamiglio, nato a Napoli il 16 luglio 1963. Diplomatico, Manager, Giornalista, Professore. Direttore della rivista eastwest
GUALA
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