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Giappone, le sfide del neo premier Kishida


Il nuovo premier ha confermato l’obiettivo di raddoppiare le spese militari, dedicandogli oltre il 2% del Pil nazionale, per rispondere a qualsiasi azione aggressiva da parte di potenze straniere

Riccardo Intini Riccardo Intini
[COMO] Giornalista di politica estera con una particolare predilezione per l’Asia Centrale e l’Estremo Oriente.

Il nuovo premier ha confermato l’obiettivo di raddoppiare le spese militari, dedicandogli oltre il 2% del Pil nazionale, per rispondere a qualsiasi azione aggressiva da parte di potenze straniere

Quando i deputati giapponesi si sono alzati in piedi esclamando “Banzai”, dopo la conferma dello scioglimento della Camera Bassa del Parlamento e l’ufficializzazione della data per le elezioni generali, lo scorso 14 ottobre, il destino politico del Giappone, nel breve e medio periodo, appariva già segnato. Le sorti della terza economia mondiale, guidata dal nuovo Primo Ministro Fumio Kishida, apparivano già ben delineate ancora prima del voto con cui si dovevano scegliere i 456 rappresentanti dell’influente Camera Bassa del Parlamento, e i temi fondamentali della campagna elettorale-flash – durata appena due settimane, la più breve dal dopoguerra – rappresenteranno senza dubbio anche le fondamenta su cui costruire il Giappone dell’immediato futuro, in un Paese alle prese con le delicate conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria e con un ancor più imprevedibile confronto con la Cina, sempre sospeso sul precario equilibrio delle tensioni geopolitiche.

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