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Giappone, le sfide del neo premier Kishida


Il nuovo premier ha confermato l’obiettivo di raddoppiare le spese militari, dedicandogli oltre il 2% del Pil nazionale, per rispondere a qualsiasi azione aggressiva da parte di potenze straniere

Quando i deputati giapponesi si sono alzati in piedi esclamando “Banzai”, dopo la conferma dello scioglimento della Camera Bassa del Parlamento e l’ufficializzazione della data per le elezioni generali, lo scorso 14 ottobre, il destino politico del Giappone, nel breve e medio periodo, appariva già segnato. Le sorti della terza economia mondiale, guidata dal nuovo Primo Ministro Fumio Kishida, apparivano già ben delineate ancora prima del voto con cui si dovevano scegliere i 456 rappresentanti dell’influente Camera Bassa del Parlamento, e i temi fondamentali della campagna elettorale-flash – durata appena due settimane, la più breve dal dopoguerra – rappresenteranno senza dubbio anche le fondamenta su cui costruire il Giappone dell’immediato futuro, in un Paese alle prese con le delicate conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria e con un ancor più imprevedibile confronto con la Cina, sempre sospeso sul precario equilibrio delle tensioni geopolitiche.

Il 64enne Fumio Kishida, nuovo Primo Ministro e anima del LDP, il partito conservatore di maggioranza, è salito al potere il 29 settembre dopo le dimissioni di Yoshihide Suga, travolto da un’ondata di polemiche interne per la sua gestione della pandemia e per la scelta di confermare le Olimpiadi di Tokyo, svoltesi in un imbarazzato clima di generale contrarietà. Il 14 ottobre, Kishida ha sciolto la Camera bassa del Parlamento, anticipando il voto di diverse settimane e sperando di capitalizzare il consenso ottenuto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, quando aveva conquistato la guida del partito di maggioranza, sfruttando anche la recente riduzione dei casi di positività al Covid-19 registrata in tutto il Paese. Nonostante un leggero calo di consensi, con cui dovrà misurarsi sin da subito, al partito di maggioranza di Kishida è affidato il compito di rilanciare l’economia nipponica nel periodo post-pandemico, partendo da un aumento del Pil che nel secondo trimestre del 2021 è stato dello 0.5%.

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