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La vecchia “politica delle cannoniere”


L’Europa sta reagendo alle forze di fanteria Houthi con l’invio di forze navali che battono bandiere nazionali senza cedere la direzione al comando complessivo dell’operazione, nell'attesa di un accordo che possa permettere loro di definirsi “forza europea”.

Non si può certo dire che in questo momento l’Europa si trovi in una situazione strategica particolarmente brillante. Alla nostra frontiera di nord est è infatti in corso da più di due anni una guerra feroce scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina. Un conflitto in cui l’Occidente non è, almeno per ora, ufficialmente coinvolto pur essendosi schierato sin dal suo inizio a favore di uno dei contendenti, l’Ucraina, cui Stati Uniti ed Unione Europea hanno fornito in ogni settore tutti gli aiuti che è stato possibile mobilitare senza oltrepassare quei limiti che avrebbero costretto la Russia ad un intervento diretto nei riguardi della Nato.

Sino ad ora, grazie anche al valore degli Ucraini, la bilancia degli scontri è rimasta sostanzialmente in equilibrio. Nei prossimi mesi però ci sarà da un lato, da considerare il fatto che il periodo pre-elettorale statunitense renderà più difficile agli Usa mantenere l’attuale livello di aiuti. D’altro canto poi, da questa parte dell’Atlantico parecchi paesi europei iniziano a trovarsi con gli arsenali vuoti – troppo vuoti considerata la situazione! – mentre il peso economico diretto ed indiretto dello scontro in atto si fa sempre più sentire e si moltiplicano i dubbi politici nazionali sulla linea strategica da adottare in futuro.

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