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Di Maio attacca Atlantia senza criterio

Il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro fatica a comprendere appieno i meccanismi economici più basilari... 

Un logo del Gruppo Atlantia è visto fuori dalla loro sede a Roma, Italia. 31 agosto 2018. REUTERS/Alessandro Bianchi
Un logo del Gruppo Atlantia è visto fuori dalla loro sede a Roma, Italia. 31 agosto 2018. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lugi Di Maio torna ad attaccare Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade per l'Italia, e a chiedere a gran voce la revoca della concessione autostradale. Dopo la distruzione di quel che restava del Ponte Morandi, crollato a Genova 10 mesi fa, si è riacceso lo scontro tra i pentastellati  e l'azienda. “L'Italia è il nostro Paese, non ci facciamo dettare la linea dalle multinazionali" ha tuonato su Facebook Di Maio.

Mentre la magistratura non ha ancora stabilito le cause del crollo del ponte (il processo prosegue a rilento), arrivano le prime indiscrezioni sulla relazione tecnica degli esperti in supporto al Ministero dei Trasporti e Infrastrutture. Il Ministro Danilo Toninelli ha dichiarato che da una prima lettura sommaria emergerebbe “un grave inadempimento di Autostrade per l'Italia” nella manutenzione del ponte.

Secondo alcuni analisti, la revoca della concessione prima della scadenza prevista nel 2042, potrebbe costare allo Stato un indennizzo di 25 miliardi.

Intanto, da vari giorni, il titolo Atlantia è ovviamente sotto pressione a Piazza Affari, mentre le dichiarazioni dei leader dei 5Stelle accendono lo scontro anche all’interno del Governo, dove la Lega si sta smarcando dalla strategia dei pentastellati. “La procedura penale è in corso, prendere decisioni prima sulla concessione di Autostrade non ha molto senso”, ha dichiarato in un’intervista il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

Attacchi a Di Maio arrivano anche da Confindustria: “non si governa con il rancore, in gioco la credibilità del Paese”, mentre anche i sindacati si dicono preoccupati se sotto attacco finisce “una della poche aziende solide del Paese.”

Intanto, la partita si intreccia a quella di Alitalia, dove la Lega caldeggia un possibile ingresso di Atlantia nella cordata per salvare la compagnia di bandiera. 

La logica dell’attacco ad Atlantia sembra tutta concentrata sulla ricerca di un facile argomento per arrestare l’emorragia di consensi che sta sperimentando negli ultimi mesi il Movimento post-grillino. Operazione pericolosissima per il valore dell’azienda sul mercato e, quindi, per la tenuta dei livelli occupazionali. Sempre meno i nostri leader sembrano ricordare l’invito del Presidente Mattarella a essere razionali, rivolto a chi ricopre responsabilità di Governo.

@GiuScognamiglio

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