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ITALIA CHIAMA EUROPA

Prende forma il progetto europeo per la prossima generazione

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Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: si chiama così il più grande processo di riforma del secolo. Grazie all’Europa, senza la quale non esisteremmo…

Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte a Bruxelles, Belgio. John Thys/Pool via REUTERS

È arrivato martedì in serata ai Presidenti di Camera e Senato il documento del Governo che contiene le linee guida del Piano di Ripresa e Resilienza (#Nextgenerationitalia) per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund.

La proposta del Governo, 38 pagine divise in 5 sezioni, definisce il contesto socio-economico italiano e il piano di rilancio, elenca gli obiettivi e i criteri di selezione dei progetti, indica le riforme urgenti di supporto al piano negli ambiti della pubblica amministrazione, della ricerca e dello sviluppo, del fisco, del lavoro e della giustizia (che mina la competitività delle imprese e la propensione a investire nel Paese). Nella parte finale, definisce le risorse disponibili e la politica di bilancio.

Tra gli obiettivi che il Governo punta a realizzare: meno tasse sui ceti medi e sulle famiglie, il raddoppio della crescita a un livello in linea con la media europea dell’1,6%, l’aumento degli investimenti fino a raggiungere il 3% del Pil, il miglioramento del tasso di occupazione, che, a eccezione della Grecia, è il più basso in Europa, con un gap particolarmente sensibile per l’occupazione giovanile e femminile, dall’attuale 63% al 73,2% in linea con la media europea.

Le linee guida del Piano di Ripresa e Resilienza prevedono inoltre sei aree tematiche strutturali di intervento chiamate missioni, che sono: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.

Per la missione che riguarda la salute, il PNRR indirizzerà risorse per il rafforzamento della tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti. Specifici investimenti sono previsti per superare le attuali carenze del sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali.

Sembra insomma che, alla fine di un processo complesso (ma che mirava a coinvolgere tutti gli attori politici, economici e sociali), il Governo sia riuscito a condensare una sintesi credibile. Spetta alla responsabilità di tutti noi, classe dirigente ciascuno nei propri ruoli, accompagnare questo gigantesco processo di riforma e renderlo una storica occasione di modernizzare il Paese e offrire così ai nostri giovani un futuro più rassicurante.

@GiuScognamiglio

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