Emmanuel Macron è già nella storia del processo di costruzione europeo, per aver avuto il coraggio, direi quasi la sfacciataggine, di condurre una campagna elettorale all’insegna degli Stati Uniti d’Europa, sugellata da quella simbolica ed emozionante passeggiata per festeggiare la vittoria, con la colonna sonora dell’inno alla gioia di Beethoven. E farlo con un approccio che i suoi stessi collaboratori non esitano a definire “bonapartista” è ancora più significativo perché, in apparente contrasto con la prospettiva federale, in realtà la rafforza inesorabilmente.