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La spiaggia di Anzio

Commissione Ue: per Gentiloni Affari economici o Commercio internazionale, una poltrona che vale più di un Ministero di serie A

L'ex Primo Ministro Paolo Gentiloni a Bruxelles, Belgio. REUTERS/Francois Lenoir
L'ex Primo Ministro Paolo Gentiloni a Bruxelles, Belgio. REUTERS/Francois Lenoir

Sono ormai dietro di noi gli anni in cui la poltrona di commissario europeo era considerato un parcheggio ben retribuito, in attesa di incarichi di maggiore peso in Italia o un premio alla fine di un’onorata carriera politica. Nel ’72 Franco Maria Malfatti lasciò addirittura la carica di Presidente della Commissione per tornare il Italia e candidarsi alle elezioni per proseguire la sua carriera politica che lo vide poi alla guida della Farnesina.

Ma dal ’94, con la Commissione Santer tutto è cambiato. Il Trattato di Maastricht del ‘93 ha legato indissolubilmente le sorti delle politiche economiche nazionali alle regole europee. Da allora, l’esecutivo europeo dura cinque anni e viene sottoposto a un esame preventivo del Parlamento Europeo con audizioni che si trasformano in duri esami di ammissione come sa per esperienza diretta l’ex Ministro Rocco Buttiglione che, nel 2004, fu bocciato per le sue dichiarazioni omofobe da parte della commissione Giustizia, libertà pubbliche e sicurezza del Parlamento Europeo.

Qualche volta la politica italiana ha anche forzato le decisioni di Bruxelles. Come nel 2015, quando Matteo Renzi, forte del 40% di consensi alle europee, impose il nome di Federica Mogherini come Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza. Jean-Claude Juncker cercò di opporsi ricordando che l’attribuzione dei portafogli è competenza del Presidente. Renzi fece notare che i suoi eurodeputati avrebbero potuto non votarlo e Juncker accettò la Mogherini ma con un ruolo in parte “depotenziato”.

Il Governo giallo-rosso sta ora rivoluzionando lo schema, inserendo la poltrona di commissario direttamente nel manuale Cencelli. Per la prima volta la designazione di Gentiloni è avvenuta infatti in contemporanea con la presentazione della lista dei Ministri. Anzi, una personalità di peso come quella di Paolo Gentiloni è stata messa in campo proprio con il compito di recuperare il rapporto tra Roma e Bruxelles dopo mesi di proclami e minacce.

A Gentiloni verrà assegnato martedì prossimo il portafoglio degli Affari economici o quello del Commercio internazionale. Una poltrona che vale molto più di un Ministero di peso italiano. In altre parole, un plenipotenziario del Governo Conte a Bruxelles che soprattutto con gli Affari economici costringerà l’Italia a piegarsi più facilmente alle regole europee e rientrare in quei binari della disciplina fiscale dai quali, negli ultimi mesi, aveva spesso deragliato.

@pelosigerardo

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