Su Taiwan, Usa e Cina ancora distanti


Il rapporto della Commissione di revisione economica e di sicurezza Usa-Cina invita Washington a rafforzare la propria deterrenza militare verso Pechino attraverso lo schieramento e l’invio di armi nell’Indo-Pacifico a tutela di Taiwan

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Il rapporto della Commissione di revisione economica e di sicurezza Usa-Cina invita Washington a rafforzare la propria deterrenza militare verso Pechino attraverso lo schieramento e l’invio di armi nell’Indo-Pacifico a tutela di Taiwan

Il vertice virtuale tra Joe Biden e Xi Jinping potrà aiutare a razionalizzare la competizione tra Stati Uniti e Cina, ma non cambierà la sostanza delle cose. Su questioni cruciali come Taiwan, ad esempio – il Paese-isola rivendicato da Pechino ma che Washington considera un importante alleato, pur tra qualche ambiguità –, le due superpotenze rimangono ferme sulle loro posizioni: la Repubblica popolare continua a volere la riunificazione, l’America il mantenimento dello status quo.

È rilevante, allora, il rapporto che la Commissione di revisione economica e di sicurezza Usa-Cina – United States-China Economic and Security Review Commission (USCC): è stata istituita nel lontano 2000 per anticipare le minacce cinesi agli interessi americani – ha presentato al Congresso mercoledì scorso. Il documento contiene suggerimenti su molti temi, a cominciare proprio da Taiwan, a cui gli Stati Uniti – si legge – dovrebbero destinare fondi appropriati per l’acquisto di equipaggiamenti di difesa che disincentivino eventuali aggressioni da parte di Pechino. Le tensioni intorno all’isola, con le frequenti incursioni cinesi nello spazio aereo e le esercitazioni di sbarco, sono forti. L’USCC invita allora Washington ad autorizzare lo schieramento di grandi quantità di missili balistici e antinave nell’Indo-Pacifico, oltre a “indurire” le sue basi militari nella regione.

I caccia di Taiwan

Proprio giovedì la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha lodato la cooperazione sulla difesa con gli Stati Uniti in occasione della presentazione del primo squadrone di caccia F-16V: si tratta di aerei da combattimento modello F-16 aggiornati con tecnologie americane (se ne è occupata Lockheed Martin). Sono dotati di nuovi sistemi radar, avionici e d’arma pensati per rispondere ai caccia stealth cinesi J-20. E possono trasportare gli AIM-9 Sidewinder, i missili aria-aria avanzati di Raytheon.

L’aeronautica taiwanese è moderna e ben addestrata, e la sua flotta di F-16 (che supererà le duecento unità) è la più grande in Asia; numericamente, però, le forze di Taipei non possono competere con quelle di Pechino.

L’ambiguità è controproducente?

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