eastwest challenge banner leaderboard

Crisi Libia, Putin a Mattarella: Noi non c'entriamo

"Chi ha distrutto la stabilità della Libia è stata la Nato. Ora deve trovare una soluzione." Putin non la manda a dire al nostro Presidente

Il Presidente russo Vladimir Putin incontra il Presidente italiano Sergio Mattarella a Roma, Italia, 4 luglio 2019. Sputnik/Alexey Druzhinin /Kremlin tramite REUTERS
Il Presidente russo Vladimir Putin incontra il Presidente italiano Sergio Mattarella a Roma, Italia, 4 luglio 2019. Sputnik/Alexey Druzhinin /Kremlin tramite REUTERS

Cercare di diventare nel prossimo futuro la vera potenza egemone del Mediterraneo comporta, per la Federazione Russa, qualche piccolo (o grande) prezzo da pagare.

Come, ad esempio, non schierarsi troppo apertamente a favore dell’uomo forte di Bengasi Khalifa Haftar nell’attuale guerra civile libica ma dare segno di saggezza e lungimiranza nel solco dell’abile diplomazia guidata con mano ferma da Sergej Lavrov.

Se ci fosse stato bisogno di una conferma a questa “equidistanza” russa sulla Libia bastava seguire attentamente le parole pronunciate giovedì al Quirinale da Putin nel colloquio con il nostro Presidente della Repubblica.

A Mattarella che chiedeva a Putin perché la Russia fosse così schierata con Haftar Putin rispondeva con franchezza: “Caro Presidente, noi siamo fuori, non vogliamo in alcun modo essere coinvolti nel conflitto.” Certo, il Presidente russo non ha nascosto le sue preoccupazioni che ha condiviso con il Papa e con il premier Conte oltre che con Mattarella. Secondo Mosca centinaia di combattenti islamici, provenienti dalla Siria, stanno infatti affluendo in Nord Africa e possono rendere la situazione in Libia ancora meno governabile.

Il leader del Cremlino ha però voluto chiarire di chi è la vera colpa di tutto questo. “Non sarebbe male ricordare da cosa tutto è cominciato.” – ha detto – “Chi ha distrutto la stabilità della Libia è stata la Nato che ha deciso di bombardare e distruggere la statualità libica nel 2011; spetta dunque alla Nato, ora, fornire le soluzioni per ristabilire la Libia anche come entità politica.” E, in questa ottica, Mosca può dare una mano, “ma non vuole affatto essere coinvolta.”

Sia Putin che Conte hanno insistito sulla necessità di arrivare quanto prima a un “cessate il fuoco” perché la Russia condivide con l'Italia l'obiettivo della “stabilizzazione”. Putin ha più volte ripetuto che la Russia appoggia sia i rapporti con Fayez Serraj sia quelli con Khalifa Haftar.

E Conte non è stato poi così tenero neppure con Serraj invitandolo “ad assumersi le sue responsabilità e a fare di tutto perché crisi umanitarie non esplodano.”

@pelosigerardo

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA